Forza Italia si prepara al congresso regionale con l’obiettivo di consolidare la crescita registrata in Campania e rafforzare il radicamento sui territori. Al fianco del coordinatore Fulvio Martusciello ci sarà il senatore Franco Silvestro, pronto ad assumere un ruolo di supporto nella nuova fase del partito. Quale sarà concretamente il suo ruolo?
«Il lavoro in questo partito è sempre stato costante, non ci siamo mai fermati e i risultati raggiunti lo dimostrano, non ultime le scorse Regionali in Campania. Il mio ruolo non cambia in questo senso: affianco il coordinatore regionale con lo stesso impegno di sempre, consapevole che c’è da lavorare ancora di più in vista dei prossimi appuntamenti elettorali che ci attendono. Credo che il congresso debba rafforzare ancora di più il lavoro di squadra e il rapporto con i territori, perché è lì che si costruisce ogni giorno la credibilità di un partito».
Il congresso arriva dopo una fase di crescita di Forza Italia in Campania. Qual è il prossimo salto che deve fare il partito per allargare ulteriormente il consenso ottenuto alle Regionali?
«Bisogna saper condividere e allargare alle forze sane. Il nostro partito deve essere la casa di tutti soprattutto a chi ha idee e voglia di fare, nessuno escluso. È questa la strada giusta da percorrere per crescere ancora. Dobbiamo riuscire a coinvolgere sempre di più amministratori, professionisti, giovani e persone della società civile che condividono i nostri valori e vogliono dare un contributo concreto».
Martusciello parla di puntare al 20%. È un obiettivo realistico o prima bisogna consolidare il radicamento sul territorio e recuperare consenso nell’area moderata?
«Come dicevo, c’è ancora tanto lavoro da fare prima di puntare a certe percentuali. Forza Italia ha l’obbligo di ricostruire ed essere punto di riferimento per tutta l’area moderata: è un percorso che va condiviso. Sono certo che lavorando in maniera costante e nell’esclusivo interesse dei cittadini, i risultati arriveranno in maniera naturale. Il consenso non si misura soltanto nelle percentuali, ma nella capacità di essere presenti e credibili nelle comunità».
Il congresso viene presentato come un momento di unità, ma non sono mancate voci critiche e un tentativo di candidatura alternativa. Quanto è davvero un congresso unitario e quanto, invece, servirà a ridefinire gli equilibri interni a Forza Italia?
«Forza Italia è il partito più longevo di tutti, ha una storia importante e vuole scrivere anche il futuro, con credibilità e visione. Di momenti di confronto ne ha avuti tanti e sono alla base della crescita di qualsiasi progetto politico. Per questo motivo questo Congresso va letto in questa chiave».
Napoli sarà una delle prime prove della nuova fase. Che ruolo vuole avere Forza Italia alle Comunali e quale profilo dovrebbe avere il candidato sindaco del centrodestra?
«Dal tavolo regionale è già emerso che sarà Forza Italia a proporre il nome del candidato sindaco. È una figura importante, ma non la soluzione di tutti i problemi. Bisogna arrivare alle elezioni con un programma valido e con persone credibili. Napoli vive una stagione florida, ma i problemi restano davvero tanti, e chi oggi governa questa città ha fatto ben poco. Per il Comune di Napoli non ci saranno bandiere che tengano, se i cittadini vogliono davvero una città migliore e vivibile».
Dopo le Regionali, Forza Italia è cresciuta mentre altri partiti della coalizione hanno registrato un arretramento. È arrivato il momento di chiedere un maggiore peso degli azzurri nelle scelte del centrodestra campano?
«Forza Italia ha già mostrato il suo valore alle scorse Regionali. Il rapporto con gli alleati è costante e lineare, ma non possiamo fermarci a questa sola alleanza. Bisogna aprire alle realtà dei territori ed essere davvero la casa dei moderati».
Da qui alle Politiche del 2027 ci sarà molto da costruire. Qual è la priorità della nuova squadra regionale: conquistare nuovi amministratori, rafforzare la classe dirigente o allargare il partito a quel centro moderato che oggi non si sente rappresentato?
«Manca ancora un anno alle elezioni Politiche e c’è molto da fare. Proprio in questi giorni è al vaglio del Senato la riforma della legge elettorale, che una volta definita ci darà una visione più chiara sulle prossime elezioni. L’obiettivo resta lo stesso: fare scelte collegiali e condivise, proseguire nel percorso di crescita, valorizzando la squadra e i territori».