meno di un minuto fa
Le forze israeliane hanno condotto all'alba pesanti bombardamenti di artiglieria e operazioni di demolizione in diverse località del sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui i raid hanno interessato al-Mansouri, l'area di Bayt al-Sayyad e la periferia di Majdal Zoun. Durante la notte l'esercito israeliano avrebbe inoltre effettuato vaste demolizioni nelle tre località, dove, secondo l'agenzia, "non è rimasta alcuna casa senza danni".
Operazioni analoghe sono state segnalate a Haddatha, Beit Yahoun e Aita al-Jabal, mentre raffiche di mitragliatrice sarebbero state sparate verso le vallate circostanti. Un raid aereo israeliano ha inoltre colpito l'area delle alture di Ali al-Tahir, mentre droni israeliani sono stati segnalati in volo continuo sopra villaggi e centri abitati dei settori occidentale e centrale del Libano meridionale.
6 minuti fa
Il numero delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz è aumentato del 27% nell'ultima settimana, ma resta pari ad appena un quinto della media registrata prima della guerra con l'Iran. E' quanto emerge da un'analisi della Cnn basata sui dati del centro britannico per le operazioni commerciali marittime (Ukmto). Negli ultimi sette giorni sono state registrate 103 navi in entrata e 89 in uscita dallo stretto, snodo strategico per il commercio energetico mondiale che rimane uno dei principali fronti del conflitto. La maggior parte delle imbarcazioni batteva bandiera di Panama e Liberia, rispettivamente sette e sei, mentre non è stata registrata alcuna nave con bandiera statunitense. La categoria più rappresentata è stata quella delle petroliere adibite al trasporto di prodotti raffinati. Secondo la Cnn, la Marina americana sta guadagnando terreno nello stretto mentre l'Iran perde parte del proprio controllo. Oltre l'80% dei carichi liquidi transitati nelle ultime due settimane ha seguito la rotta omanita, un canale di navigazione autorizzato dalle Nazioni Unite al quale Teheran si oppone fermamente. All'inizio della settimana la Marina statunitense ha contribuito a far uscire dallo stretto oltre 15 milioni di barili di petrolio e prodotti derivati, mentre altri cinque milioni di barili sono stati trasportati attraverso gli oleodotti. Lo ha riferito su X il segretario americano all'Energia, Chris Wright.
30 minuti fa
Le nuove sanzioni economiche statunitensi contro l'Iran rappresentano un atto di "guerra economica illegale" e una pretesa di esercitare una "sovranità extraterritoriale" su tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite. Lo ha denunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Nessuno Stato può legalmente costringere banche, imprese o aeroporti stranieri, ciascuno soggetto alla giurisdizione esclusiva del proprio Paese, a rinunciare a scambi legittimi con uno Stato terzo", ha affermato Baghaei, sottolineando che le sanzioni secondarie "non trovano alcun fondamento nel diritto internazionale". Secondo il portavoce, le misure violano il principio dell'uguaglianza sovrana sancito dall'articolo 2, paragrafo 1, della Carta delle Nazioni Unite e il divieto consuetudinario di ingerenza affermato dalla Corte internazionale di giustizia nel caso Nicaragua. "La coercizione economica concepita per costringere uno Stato sovrano a modificare le proprie legittime scelte politiche costituisce un atto internazionalmente illecito", ha aggiunto. Baghaei ha inoltre collegato le sanzioni al blocco navale contro Teheran, da lui definito "un'aggressione militare", sostenendo che simili misure rendono la sovranità degli altri Paesi "provvisoria, condizionata e revocabile secondo il capriccio di un'altra potenza". "Conformarsi non garantisce immunità né rispetto: significa soltanto ammettere che le proprie banche, imprese e i propri aeroporti operano sulla base di una licenza straniera", ha concluso. Il risultato, ha avvertito, sarebbe "la completa erosione della sovranità come fondamento del sistema internazionale basato sull'Onu" e il rischio di "un disastroso ritorno al colonialismo classico su vasta scala".
35 minuti fa
Le forze israeliane hanno effettuato stamani un intenso bombardamento di artiglieria nella città di al-Mansouri, nei dintorni di Bayt al-Sayyad e alla periferia di Majdal Zoun, nel sud del Libano. Lo riferiscono i media locali, segnalando operazioni di demolizione nelle tre città e nei villaggi, dove, secondo quanto riportato, "non è rimasta alcuna abitazione intatta". Demolizioni simili sono state segnalate a Haddatha, Beit Yahoun e Aita al-Jabal, insieme a raffiche di mitragliatrice dirette verso le valli circostanti.
07:39
"La dichiarazione degli Stati Uniti relativa alle nuove sanzioni economiche contro l'Iran va ben oltre il proseguimento di una 'guerra economica' illegale contro un singolo Paese. Si tratta di un'affermazione di sovranità extraterritoriale su ogni membro indipendente dell'ONU": lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei sabato. "Nessuno Stato può legittimamente costringere banche, imprese o aeroporti stranieri - ciascuno soggetto alla giurisdizione esclusiva del proprio sovrano - a rinunciare al commercio legittimo con uno Stato terzo". "La coercizione economica volta a costringere uno Stato sovrano a modificare le proprie scelte politiche legittime costituisce un vero e proprio atto illecito a livello internazionale, un abissale ritorno al colonialismo classico su vasta scala", ha aggiunto.
07:27
06:39
L'Iran ha dichiarato che la "guerra economica" pianificata dagli Stati Uniti contro Teheran violerebbe il diritto internazionale. Banche, aziende o aeroporti che rientrano nella giurisdizione esclusiva di un Paese non devono essere costretti da altri Stati "a rinunciare al commercio lecito con uno stato terzo", ha scritto il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato severe sanzioni contro i Paesi che continuano a sostenere l'Iran, mentre Washington cerca di aumentare drasticamente la pressione economica su Teheran. "La coercizione economica volta a costringere uno Stato sovrano a modificare le proprie scelte politiche lecite costituisce un atto apertamente illecito a livello internazionale", ha affermato Baghaei sostenendo che tali "sanzioni secondarie" violano la Carta delle Nazioni Unite. Insieme al blocco navale statunitense dei porti iraniani, il piano di Trump ridurrebbe la sovranità di altri Paesi a qualcosa di "provvisorio, condizionato e revocabile a capriccio di un'altra potenza", ha affermato Baghaei avvertendo che le misure rischiano di provocare un "ritorno al colonialismo classico su vasta scala".
06:22
"Non possiamo permettere che l'Iran abbia l'arma nucleare. Non l'avranno mai". Lo ha ribadito Donald Trump, sottolineando di considerare al momento "lo Stretto di Hormuz un territorio americano".