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Irene Grandi, eterna ragazza del rock «Felice ogni volta che salgo sul palco»  - L'Unione Sarda.it


Musica.

19 agosto 2026 alle 00:44

L’eterna ragazza è cresciuta ma l’entusiasmo e l’energia sono gli stessi degli esordi. Il tour estivo “Fiera di me 2026” riporta di Irene Grandi in Sardegna per una galoppata nei successi di cui è costellata la carriera trentennale della cantautrice fiorentina: “Che vita è”, “In vacanza da una vita”, “Se mi vuoi”, “La tua ragazza sempre”, “Bruci la città”, “Bum bum”, “Lasciala andare” e “Prima di partire per un lungo viaggio” ma in scaletta non mancheranno estratti dall’ultimo album “Oro e rosa”. Né le sorprese.

Appuntamento stasera a Benetutti, in piazza Santa Croce, intorno alle 21,30, con una delle artiste italiane più amate. Con lei una band straordinaria: Max Frignani alla chitarra, Piero Spitilli al basso e Fabrizio Morganti alla batteria, più Marco Sabiu («il nostro caro direttore musicale e arrangiatore, peraltro di origini sarde», sottolinea Irene) alle tastiere e la corista e polistrumentista Titta Nesti («altra new entry»).

I brani come sono stati selezionati?

«La struttura è simile a quella dell’anno scorso, che ci è piaciuta tanto: è quella del trentennale, con brani del passato più noti e altri meno noti, pezzi che amo e che non facevo da tanto. Il pubblico sardo ne sarà felice, perché pescheremo dalla fine degli anni ’90 e i primi del Duemila. Però abbiamo lavorato sulla scaletta per inserire un po’ di brani dal nuovo album, come “Astronauti” e “L’amore sognato”, una ballad che nel concerto arriva al punto giusto, dopo tanti pezzi veloci. Inizialmente temevo che potessero non essere capiti, invece stanno piacendo tanto».

Com’è cambiata Irene Grandi in trent’anni?

«Sono più sicura e consapevole di me stessa. La gioia di esibirmi ha superato la paura. Ormai ho tanta esperienza: con le date di tutti i tour estivi credo di aver superato il migliaio di live. Quando è il momento di salire sul palco mi sento carica, divertita da quello che è sempre un viaggio molto bello; un po’ di ansia c’è sempre, fa parte del mestiere, ma ho imparato a gestirla, e oltre alla mia gioia percepisco il piacere delle persone che vengono a vedermi e il bene che mi vogliono».

Sensazioni alla vigilia della penultima data estiva?

«È stato un anno bellissimo, mi sto divertendo tantissimo, con un tour ricco di date ma non troppo carico, che mi ha offerto dei momenti per stare con la band a goderci il mare e le altre bellezze di questo bellissimo Paese. Quasi non mi sono accorta che l’estate sta finendo, anche perché tra mille impegni, anche televisivi all’orizzonte, non ho avuto il tempo per pensarci».

Può anticipare qualcosa?

«L’11 settembre sarò a Torino per la kermesse “Suzuki Jukebox – La notte delle hit” con altri artisti storici della musica italiana, un’idea per tornare alla canzone italiana e ricordare che oltre al rap e alla trap, che vanno tanto, esistono altre cose. Sono contenta di tornare a Torino, che ultimamente ho visitato meno, e anche in tv».

A proposito di ritorni: quella di Benetutti è la seconda volta in Sardegna nel 2026 dopo la data di Carbonia del 20 giugno. Un caso?

«La Sardegna non manca mai all’appello. Mi invitano sempre e io sono sempre molto contenta di accettare: non è scontato che il pubblico continui a seguirmi. Sono grata per l’opportunità che ho avuto nella vita di fare questo mestiere per tanti anni senza tradire i miei esordi: nelle mie canzoni ho sempre raccontato me stessa, con sincerità e autenticità, e la cosa mi rende fiera. Dispiace solo che a Benetutti ceneremo presto e non potrò mangiare tutte le cose buone che fate».

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