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Irvine Welsh, 'ci sarà una ribellione contro l'intrusione delle tecnologie' - Notizie - Ansa.it


(dell'inviata Mauretta Capuano) Irvine Welsh, l'autore di Trainspotting, che ha raccontato una generazione perduta nella Edimburgo di fine anni Ottanta, è convinto che ci sarà "una rivoluzione contro l'intrusione delle tecnologie" e propone al posto del voto elettorale "la lotteria". Al Festivaletteratura di Mantova svestirà i panni dello scrittore per salire alla consolle in un atesissimo dj set a Piazza Leon Battista Alberti e festeggerà i 30 anni dall'uscita del film che Danny Boyle ha tratto dal suo romanzo culto e il ritorno dei quattro della banda di Trainspotting che ha raccontato in 'Men in Love' (Guanda).
"Viviamo in un momento veramente strano e difficile, però vedo una via d'uscita positiva, perché le persone non ne possono più di questo controllo dall'alto verso il basso delle industrie tecnologiche che sono molto dirigistiche. C'è un aumento di acquisto di libri, di dischi, una spinta verso le comunità locali per uscire dall'ambiente virtuale. Le multinazionali, le grandi big tech hanno proprio un atteggiamento estremamente intrusivo nella vita delle persone. Un controllo sempre più diffuso e capillare che esaspera e produce una enorme noia. Il cambiamento avverrà proprio in opposizione a tutto questo. Ci sarà una rivoluzione contro questa intrusione e controllo dall'alto", dice all'ANSA Welsh.
Ma cosa pensa dell'avanzare delle destre in Europa? "Bisogna dire che tra i cosiddetti gruppi o partiti tradizionali non c'è una grande differenza. La sinistra se vuole davvero portare un cambiamento non può fare gli stessi giochi o dire le stesse cose degli altri, deve pensare al welfare, al benessere delle persone. La questione è molto complicata: qualsiasi partito, di qualsiasi orientamento, se opera all'interno del sistema poi ne entra a far parte più o meno. La soluzione è quella di eliminare le elezioni e di operare solo con un sistema di lotteria". Come funzionerebbe? "Un sistema di questo tipo trasforma completamente la funzione dello Stato. La responsabilità di ogni Stato dovrebbe essere quella di rendere i propri cittadini in grado di governare. Quindi bisognerebbe cambiare il sistema scolastico, l'educazione civica, l'economia in modo che i cittadini che saranno eletti attraverso il sistema delle lotterie saranno in grado di compiere le loro funzioni. È la concezione delle Città-Stato del Medioevo italiano, le Signorie" afferma Welsh.
Lo scrittore, che ha un rapporto viscerale con la musica che fa da colonna sonora a tutti i suoi libri, cosa proporrà nel dj set del 12 settembre a Mantova? "La musica è una delle prime cose che si incontrano nella vita. Si cresce con la musica, perché è immediata. In effetti ho un'ossessione davvero per ogni tipo di musica in realtà. A Mantova metterò soprattutto fusion, soul techno, un po' un mix di questo. Ho lavorato sui brani facendo dei remix. Mi piace fare il dj. Ovviamente è un'esperienza molto diversa da quella di scrivere libri. Sono due elementi diversi, però mi piace seguire delle tonalità della musica che sento più vicina. Si possono fare anche i due percorsi insieme. Magari pensi di fare musica e poi pensi a un libro o a un testo oppure fai una sorta di mix tra le due cose.
Alla fine puoi lavorare in parallelo oppure decidere di scegliere o la musica o la scrittura, quello che in quel momento ti ispira di più. La creatività nello scrivere un libro oppure nel pensare a una canzone sulla tastiera è simile. L'album del libro Man in Love è disco music, però mi piace la techno e poi soprattutto la musica dance" racconta Welsh che ha una band. "È un trio di musica techno".
Perché ha avuto la necessità di scrivere un seguito di Trainspotting, Man in Love, mettendo al centro l'amore? "Ho cercato di fotografare quello che avviene quando si raggiungono i 25 anni, quando si comincia un po' a tirar le fila, a guardare cosa succede nelle proprie amicizie, si cerca l'amore, il romanticismo". Se dovesse scegliere una colonna sonora di questi tempi, quale potrebbe essere? "In realtà non abbiamo più una cultura in generale. Tutto viene dall'alto verso il basso, non abbiamo più controllo, un tedio. Se guardiamo alle compilation dei 100 brani più popolari degli anni '90, del 2000, 2010, 2020 eccetera alla fine sono sempre gli stessi gli elenchi: Bob Dylan, David Bowie, Ac/Dc. Nel secolo scorso si è veramente fatto qualcosa culturalmente dal punto di vista musicale, poi più nulla".
Nuovi progetti? "È appena uscito nel Regno Unito un mio libro su un dramma familiare a Las Vegas. Ora mi prendo una pausa di un paio d'anni dai libri. Voglio concentrarmi sullo scrivere per la tv, per i film".

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