Isabella Marsilio, la professoressa della scuola media Verga di Roma accoltellata stamattina da un alunno di 13 anni, è stata dimessa dall’ospedale Vannini, con referto di 7 giorni di prognosi, dove era stata portata dopo il ferimento. Secondo quanto appreso, la docente, ferita al lato di un braccio, è andata via accompagnata dal marito.
Prof accoltellata in classe, la rabbia del marito: «Spero mettano in galera il ragazzino e i genitori. Oggi doveva recuperare un debito»
Oggi, venerdì 18 settembre, nella puntata di “Dentro la notizia”, condotto da Gianluigi Nuzzi, su Canale 5, è andata in onda un’intervista telefonica alla professoressa della scuola media "Giovanni Verga" di Roma che in mattinata è stata accoltellata da uno studente tredicenne dell'istituto.
La donna spiega la dinamica dell’accaduto: «Alle 9 io ero in classe e lui era assente, tant'è che avevo addirittura già fatto l'appello e avevo messo l'assenza a questo ragazzo. Questa mattina doveva essere la mattina nella quale avrebbe dovuto recuperare il debito di storia. E intanto ho parlato con un'altra ragazza che aveva avuto il debito anche lei. E mentre parlavo con questa ragazza, che cosa succede? Sento aprire la porta e vedo lui con un caschetto da ciclista e un occhiale con al centro una telecamera. Mai al mondo mi sarei aspettata che mi stesse venendo vicino per pugnalarmi. Aveva un pugnale di almeno un palmo e mezzo, tra l'altro seghettato. Una cosa terribile. E mi ha colpito tre volte all'altezza dell'ascella sinistra. Ma lì ci ha messo la mano Dio. Perché quando ho guardato il ragazzo negli occhi, aveva gli occhi gelidi, freddi, senza anima. Occhi proprio di qualcuno che ha pianificato un'azione scientemente, lucidamente e che la stava portando a termine».
Alla domanda se ha paura a tornare in cattedra, la professoressa dice: «No, le posso dire una cosa, non ho paura per niente. Anzi, le dirò di più, che sarei anche disposta a incontrarlo, per farmi spiegare tutto quest'odio, questa rabbia verso di me, da che cosa deriva». Alla domanda se lo perdonerebbe, chiosa: «Assolutamente, l'ho già perdonato».
«Gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni» ha aggiunto in un'intervista a La Repubblica.it, su cosa vorrebbe dire al giovane. «Anche se non l'ho mai punito. Ha covato una grande rabbia dentro di sé nei miei confronti, provo un grandissimo dispiacere per il suo malessere», afferma, aggiungendo di volerlo incontrare «per abbracciarlo». In merito all'accaduto l'insegnante racconta com'è andata: «Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio».
Sul 13enne che ha compiuto il gesto ha sottolineato: «L'anno scorso aveva dato segnali di malessere interiore -ha precisato -. E' figlio unico, i genitori vivono per lui. C'erano alcuni comportamenti che lasciavano pensare. In tante occasioni manifestava un senso di rabbia, fastidio, superiorità, anche nei confronti dei compagni. Era molto inquieto». Rispetto ad alcuni post a favore della remigrazione, pubblicati sui social dalla professoressa, e sul fatto che il giovane che l'ha salvata è di origine congolese, la prof risponde: «Non c'è nulla di incongruente tra un'idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano». Quindi la pensa sempre allo stesso modo sulla remigrazione? «Certo - afferma Marsilio -. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque».
© RIPRODUZIONE RISERVATA