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Istat giugno 2024: occupazione stabile ma crescono disoccupati e contratti a termine | Il Fatto Quotidiano.it


Istat: occupazione stabile a giugno, ma aumentano i contratti a termine e calano quelli stabili. Sempre più over 50 al lavoro

Il numero degli occupati a giugno resta sostanzialmente invariato rispetto a maggio, sono solo mille in più. E la crescita dei disoccupati si accompagna al calo delle persone inattive. All’apparenza i numeri dell’Istat sembrano positivi e per questo hanno scatenato subito l’entusiasmo da parte del Governo.

Il numero degli occupati si conferma a 24 milioni e 310mila, ma “sotto alla stabilità del dato complessivo si muovono contratti, generi ed età” sottolinea Francesco Seghezzi, presidente di ADAPT (Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali), su X. Si assiste infatti a una modifica nella composizione contrattuale. A spiccare è la crescita di 91 mila dipendenti a termine, un aumento che non si vedeva dal 2021. Ma una diminuzione di 46 mila unità permanenti e di 44 mila degli autonomi. Insomma si fanno più contratti a tempo determinato che fissi.

C’è poi il ritorno alla disoccupazione: +97mila persone in un mese. Seghezzi però invita a non leggerlo come un dato negativo infatti “i nuovi disoccupati vanno letti insieme al calo degli inattivi a – 103 mila unità”. Il dato quindi è rappresentativo di quelle persone che torna a cercare lavoro ma non riescono a trovarlo immediatamente.

Il dato di genere invece è squilibrato: gli occupati uomini sono aumentati di 116 mila unità mentre le donne soltanto di 15 mila nel giro di un anno. E tra l’occupazione maschile e quella femminile ci sono più di 17 punti percentuali di distanza. Persistono anche le difficoltà tra i più giovani. Rispetto al giugno del 2025, si contano 55 mila occupati in meno tra i 15 e i 24 anni e 120 mila inattivi in più. A migliorare è piuttosto la fascia tra i 25 e i 34 anni che registra un + 72 mila occupati e – 80 mila inattivi in un anno. Aumentano però anche i disoccupati, 15 mila in più rispetto allo scorso anno.

Anche la distanza tra le generazioni resta forte, “merito delle trasformazioni demografiche ma non solo” secondo Seghezzi. La diminuzione degli occupati riguarda i 15-24enni di 55 mila unità e i 35-49enni di 205 mila. Tra chi invece ha più di 50 anni l’occupazione aumenta di 318 mila persone. A conclusione dell’analisi, Seghezzi commenta: “Il secondo trimestre chiude comunque con 116 mila occupati in più rispetto al primo. Ma giugno conferma una crescita lenta, molto dipendente dall’invecchiamento della popolazione e accompagnata nel mese di giugno da più contratti a termine e persone in cerca di lavoro”. “L’Italia continua a crescere oltre le previsioni, confermando la solidità del percorso avviato dal Governo Meloni” ha commentato la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci. Per Mario Turco, senatore del M5s “un Paese in cui la disoccupazione giovanile è oltre tre volte quella generale e dove gli occupati over 50 sono oltre dieci volte più degli under 25 è un Paese che sta compromettendo irrimediabilmente il proprio futuro”.