"Durante questo collegamento avrò ricevuto 600 o 700 messaggi, è da questa mattina che sto ricevendo tantissimi messaggi, per educazione ho sempre risposto. Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia".
Così Giovanni Malagò, presidente Figc, in collegamento durante il panel del Sole 24 Ore sull'indice di sportività delle città italiane, torna sulla situazione legata alla nomina del nuovo commissario tecnico della nazionale specificando di voler rispondere a tutti coloro che chiedono informazioni.
"Il nostro recupero di credibilità in termini agonistici non è scontato. Puoi avere una squadra molto forte, ma in questi Mondiali qualcuna è andata fuori al primo turno. Bisogna lavorare sui giovani, su chi ha oggi 15, 16 o 17 anni. E per costruire questo devi modificare tutta la filiera, anche sotto il punto di vista della didattica, dell'insegnamento e della cultura. E' un discorso di semina, come un campo nel quale poi vai a raccogliere".
"Le idee sono molto chiare, c'è da tenere conte anche del fatto che prima il Paese era calciocentrico, ora invece ci sono molte discipline che hanno portato via potenzialmente tante persone - ha proseguito Malagò -. Dobbiamo riorganizzarci tra diverse complessità ed è difficile fare una trasformazione. Il mondo dello sport, e del calcio in particolare, ha una sua presenza che allarga non solo la parte agonistica ma ha anche una funzione sociale che è sotto gli occhi di tutti".
Parlando del primato di Milano nell'indice di sportività, Malagò sottolinea come il capoluogo lombardo abbia beneficiato della "spinta delle Olimpiadi, che per Milano è stata impressionante. E' stata conosciuta per le tante cose anche come città olimpica e lo sarà per la vita. Per una grande città vincere l'indice di sportività è molto più complicato", ha concluso.