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Italia nostra contesta il Puc  - L'Unione Sarda.it


Iglesias.

19 agosto 2026 alle 00:45

L’accusa: «Piano che consuma suolo e ignora il declino demografico» 

«Un piano che consuma suolo e ignora il declino demografico». È questa la posizione di Italia Nostra Sardegna sul Piano urbanistico comunale di Iglesias, per il quale l’associazione ha depositato le proprie osservazioni contrarie al Comune, chiedendo «il rigetto del Puc per contrasto con il Piano paesaggistico regionale e i principi di sostenibilità». Ma l’amministrazione comunale risponde punto su punto.

Le contestazioni

Al centro delle critiche c’è il rapporto tra nuove edificazioni e andamento demografico. «Iglesias ha perso in vent’anni circa 3.500 residenti – scrive l'associazione -. Nonostante questo quadro, il Puc prevede circa un milione di metri cubi di nuovi volumi, con una capacità insediativa stimata in circa 10 mila abitanti: previsioni che rischiano di alimentare la speculazione, non il fabbisogno abitativo della comunità». Inoltre, secondo Italia Nostra, «le nuove volumetrie ricadrebbero in larga parte su aree vergini, agricole e naturali, invece di puntare sul recupero dei siti industriali e minerari dismessi». Nel mirino finiscono anche le zone di espansione in area agricola e le zone turistiche F4 tra Masua e Nebida, giudicate «sovradimensionate e interessate da un errore nel calcolo della ricettività balneare». Critiche anche sul fronte della Rwm Italia e alla discarica di Genna Luas: secondo l’associazione sarebbero state omesse dal Puc.

La replica

A queste critiche replica l’assessora all’Urbanistica Giorgiana Cherchi: «Nonostante le contestazioni specifiche, Italia Nostra chiede di bocciare l’intero piano, rigettando quindi tutta la parte relativa alla tutela degli oltre 100 beni paesaggistici e archeologici, 40 ettari destinati a parco urbano, la riduzione degli indici nelle zone urbane e norme per limitare il consumo di suolo. Inoltre nelle osservazioni hanno scritto che sono previsti 96 ettari di zona F, quando invece sono solo 6». Sulle zone F4 Cherchi precisa che «le aree turistiche sono modeste e collocate dentro il centro urbano di Nebida e Masua, in aree già edificate e urbanizzate. Quanto a Genna Luas, il perimetro si limita alla sola attuale area di sedime». Anche la Rwm, ricorda l’assessora, non sarebbe stata esclusa dal piano: «le aree sono presenti e circoscritte all’impianto esistente nelle parti legittimamente consentite». Resta il nodo del ridimensionamento della popolazione, sollevato da Italia Nostra. L’assessora precisa che i circa 9 mila abitanti derivano da un calcolo teorico basato su circa 30 metri quadrati per abitante, come previsto dalla legge nazionale. «Iglesias non è Roma o Milano – spiega Cherchi -. Un cittadino abita mediamente in 80 mq e le previsioni hanno tenuto conto di questo, pertanto la reale capacità abitativa sulle nuove residenze sarà notevolmente inferiore da quella scaturita dal mero calcolo matematico. In ogni caso l’osservazione di Italia Nostra sarà esitata, come tutte le altre, e discussa dal Consiglio comunale».

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