Sono altri due gli italiani inseriti nella lista dei turisti stranieri dispersi in Nepal, oltre al gioielliere rapallese Marco Ratto, dopo l'alluvione che ha colpito il Paesen Tibet. Patrizia Marziale e Luca Barachini, residente nel Canton Ticino, erano in vacanza per realizzare un viaggio che dal Tibet l'avrebbe portati fino in Nepal.
Si chiamano Patrizia Marziale e Luca Barachini i due cittadini italo-svizzerim, entrambi 52 anni e residenti a Lugano, nel sud della Svizzera. La coppia - italiano lui, svizzera lei - secondo l'elenco dei dispersi diffuso dal governo nepalese e mostrato dal tg3, sarebbe arrivata lo scorso 26 agosto nella zona di confine tra il Nepal e la regione autonoma del Tibet. Dei due, così come di Ratto, si sono perse le tracce. Non si esclude che possano essersi spostati in un'area rimasta isolata, dalla quale non riescono a comunicare la loro presenza. Secondo le informazioni pubblicate da Repubblica, Patrizia Marziale è una sportiva e giocatrice di hockey, mentre Luca Barachini lavora nel settore della consulenza. Il Corriere della Sera riferisce che Barachini ricopre in Svizzera il ruolo di director Consumer & Digital presso Deloitte.
Il sabato precedente all'alluvione, 22 agosto, la donna aveva pubblicato un post sul sunepo profilo social nel quale, accanto a una cartina del Tibet con 12 tappe, da Lhasa a Kathmandu, aveva scritto: «Chiedimi se sono felice… Sì.
Perché ho imparato che la felicità non ha bisogno di grandi cose. È in un sorriso sincero, in un abbraccio che arriva al momento giusto, in uno sguardo che parla senza bisogno di parole. La felicità, in fondo, è fatta di piccoli istanti… quelli che diventano ricordi e restano nel cuore». Di loro, così come di Ratto, non si hanno ancora notizie: la sindaca di Rapallo, Elisabetta Ricci, anche stamane ha pubblicato un post nel quale conferma di non avere nuove informazioni: «Sono in contatto costante con la famiglia di Marco -scrive-. Lo faccio in modo frequente, ma con la massima discrezione, per rispettare la loro intimità e, al tempo stesso, far sentire che l'intera città di Rapallo è lì con loro, pronta a sostenerli».
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