«Felice che il governatore pugliese mi abbia citato per dare un contributo al programma elettorale del centrosinistra».
Disponibile?
«Certo. Anzi penso che il centrosinistra debba assolutamente chiedere ad un gruppo di amministratori, di grandi e piccole città, di dare una mano in vista delle prossime politiche. Anziché discutere di primarie, che non interessano a nessuno, bisogna far capire quale è l’idea di Paese che vogliamo offrire».
A parlare è Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli dal 2019, citato l’altra sera a Ceglie dal dem Decaro per dare una mano nella stesura del programma. A cominciare dal tema delle spiagge libere. Argomento su cui, non a caso, è stato invitato a parlare alla prossima festa dell’Unità di Bologna e poi a settembre a Bari invitato dalla giunta regionale pugliese. Oltre che essere lodato dal Der Spiegel qualche giorno fa «come un modello virtuoso a cui l’Europa guarda con attenzione».
Cosa deve esserci nel programma del centrosinistra?
«Bisogna tonare a parlare con i territori, a difenderli se è il caso nell’interesse di tutti senza aver alcun timore. Serve difendere il bene pubblico guardandolo non come una torta da spartire: un male, purtroppo, che ha interessato tutte le parti politiche. E noi l’abbiamo fatto con le spiagge e con i beni confiscati: tutto restituito ai cittadini».
Come?
«Quando sono arrivato in Municipio Bacoli aveva appena il 15 per cento di spiaggia libera, l’abbiamo portata al 35 ma contiamo di arrivare all’80. Con una parte che sia attrezzata, in modo da creare lavoro. Ma lo stiamo facendo in maniera chiara, trasparente e invitando i lavoratori ad organizzarsi in cooperative per partecipare ai bandi che ci impone la direttiva Bolkenstein. Perché il mare non può essere appannaggio di pochi. Quando sono arrivato ho trovato cancelli e capannoni abbandonati che deturpavano la nostra costa: tutto smantellato. E credo sia ora che il centrosinistra prenda posizione senza avere timore alcuno. Abbiamo fatto la stessa cosa con villa Ferretti, bene confiscato alla camorra da vent’anni ma inutilizzato, ora c’è una sede dell’università, un parco ed una spiaggia libera a disposizione di tutti».
Spesso molti sindaci di centrosinistra hanno timori.
«Quando mi sono insediato ho trovato una città di 26mila abitanti con 56 milioni di euro di debiti: i grandi imprenditori non pagavano i tributi locali. Questo per dirle che il centrosinistra deve prendere posizione. E non è vero che si perdono voti. Anzi: al secondo mandato a Bacoli ha votato il 70 per cento degli aventi diritto. Una percentuale che non esiste altrove».
Cosa dovrebbe esserci, a suo avviso, nel programma del Campo largo?
«Anzitutto serve una grande piano assunzioni per dotare i comuni, specie i piccoli, di personale perché spesso non ci sono i tecnici e gli strumenti per partecipare ai bandi europei ed a stilare progetti. Nessuno qui vuole politiche di elemosina ma di crescita. In questo senso occorre prevedere e garantire un piano trasporti che garantisca la mobilità per chi non vive nei grandi centri. Assieme ad una seria politica di smart working si invoglierebbe la gente a vivere stabilmente anche nei piccoli centri che rischiano lo spopolamento».
Eppure in questo momento si discute di primarie.
«Un dibattito dannoso, l’avversario è esterno non creiamolo all’interno. Serve invece dare un’idea di Paese, pensare a chi ha perso il lavoro e diritti. Per questo penso sia utile che i sindaci, di grandi e piccole città dicano la loro: siamo le sentinelle sul territorio, sappiamo cosa vuole la gente. E stavolta non possiamo permetterci di sbagliare: le prossime politiche sono il vero spartiacque contro questo centrodestra che poco o nulla ha fatto in questi anni».
Lei rimane contrario allo stato di emergenza dopo il sisma del 31 luglio: perché?
«Io non sono contrario ma vedo che tutto si polarizza sul nome del contenitore, stato di emergenza o commissariamento, senza mettere nero su bianco cosa si debba davvero fare. Bisogna parlare di contenuti insomma e non si sta facendo. E vorrei sapere perché non sono stati spesi 800 milioni nonostante un ottimo commissario ma senza una struttura ad hoc. A me sembra surreale questo dibattito. Pensi che nonostante 10 milioni e tre anni di tempo ancora non è stato aperto il cantiere per il risanamento del costone di Bacoli».
I costoni, appunto, c’è un problema di messa in sicurezza.
«Appunto. Io sono dell’opinione di dare i poteri al commissario Soccodato per metterli tutti in sicurezza. Per i sindaci sarebbe impossibile districarsi tra decine di autorizzazioni e pareri da parte di diversi enti».