La Juve ragiona sul prossimo futuro senza Yildiz. L’infortunio al piede sinistro rimediato a Frosinone costringerà Spalletti a rivedere i piani e a programmare verosimilmente il prossimo futuro senza il turco. Tre mesi l’orizzonte di assenza a causa della frattura. Sono ore di riflessione per Kenan che, tra un consulto specialistico e l’altro, sta scegliendo la strada migliore per ripartire. L’ufficialità ancora non c’è ma la strada dell’intervento chirurgico sembra inevitabile. Guaio serio, un fulmine a ciel sereno che proprio non ci voleva all’alba della stagione del riscatto dopo i problemi del finale della scorsa stagione con i bianconeri precipitati al sesto posto. In attesa di capire dove si svolgerà l’operazione, si può fare una stima sull’orizzonte dell’assenza di Yildiz che potrebbe tornare a disposizione a dicembre. Tradotto: la Juve dovrà affrontare il primo terzo di stagione senza il suo uomo migliore, senza il suo leader tecnico che potrebbe saltare qualcosa come 17 partite, 12 di campionato e le prime 5 giornate (su 8 totali) del girone unico di Europa League. Ovviamente la quantificazione precisa dei tempi potrà essere fatta soltanto dopo l’intervento, ma è già evidente che le conseguenze sono decisamente serie.
Un incubo, insomma. Che rovina un avvio di stagione pieno di ambizioni e di rinnovato entusiasmo dopo il mercato sostanzioso compiuto dalla società, e non ancora finito, che ha risvegliato la passione dei tifosi delusi dopo l’epilogo dello scorso campionato. E adesso? La palla passa naturalmente a Spalletti che dovrà trovare le soluzioni per ovviare all’assenza del suo campione. L’attacco, pur da completare con una punta di peso proprio come vuole il tecnico, è abbastanza ricco già allo stato attuale. I riferimenti centrali sono Kolo Muani e David, sugli esterni c’è spazio per Boga, Alajbegovic, Conceiçao, Zhegrova e Nico Gonzalez (più, all’occorrenza, Cambiaso che può alzare il suo raggio di azione). Boga e Alajbegovic sono le alternative naturali di Kenan: il franco-ivoriano ha dimostrato già dalla scorsa stagione di essere una pedina importante e all’altezza della situazione; il talento bosniaco, ingaggiato in questa sessione di mercato, è ancora tutto da scoprire. Proprio per Alajbegovic, Spalletti aveva immaginato un percorso di inserimento graduale, senza accelerazioni né forzature, ma ora la prospettiva è destinata a cambiare per il ragazzo che ha tanto bene ha fatto lo scorso anno a Salisburgo e che ha rubato l’occhio anche ai Mondiali con un super gol al Qatar. Alajbegovic, 18 anni, dovrà diventare grande in fretta, pur se le linee guida non cambieranno, nel senso che verrà comunque fatto crescere con calma. Adesso serviranno però anche le sue magie.