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Kit emergenza in auto, cosa serve davvero: dalla legge ai consigli


Il kit di emergenza non coincide con una valigetta piena di accessori. In Italia il Codice della strada impone il triangolo e disciplina l’uso del giubbotto ad alta visibilità, mentre la cassetta di primo soccorso non è obbligatoria sulle auto private. Una dotazione efficace deve essere accessibile, controllata e adatta a gestire i primi minuti di un guasto o di un incidente.

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Cosa prevede la legge italiana

La dotazione obbligatoria parte dal segnale mobile di pericolo. L’articolo 162 del Codice della strada stabilisce che i veicoli fermi fuori dai centri abitati, quando non sono visibili a distanza sufficiente, devono essere presegnalati con un triangolo omologato. Il giubbotto o le bretelle retroriflettenti vanno indossati prima di scendere, comprese la corsia di emergenza e la piazzola di sosta. La legge ne disciplina l’uso, non il semplice possesso, ma conservarlo sotto i bagagli è un errore. Deve restare nell’abitacolo, raggiungibile prima di aprire la portiera. Il triangolo deve essere integro, stabile e accessibile. Quando serve, va sistemato dietro al veicolo ad almeno 50 metri e in modo da risultare visibile a chi sopraggiunge. La distanza non giustifica manovre pericolose. In autostrada non si attraversano le corsie e non ci si espone al traffico quando le condizioni non consentono di operare in sicurezza. Prima viene la protezione delle persone, poi la segnalazione del mezzo.

La cassetta sanitaria sulle auto private

In Italia non esiste un obbligo generale di portare una cassetta di primo soccorso sulle autovetture private. Il quadro cambia in ambito lavorativo. Il decreto ministeriale 388 del 2003 impone al datore di lavoro cassette o pacchetti di medicazione in base al tipo di attività e prevede una dotazione per chi opera in luoghi isolati, insieme a un mezzo per attivare i soccorsi. Prima di guidare all’estero occorre controllare le norme dei Paesi attraversati, perché gli obblighi non sono uniformi. In alcuni Stati il kit sanitario è richiesto, in altri lo sono anche estintore, lampadine di ricambio o un secondo triangolo. Per l’uso privato basta un contenitore compatto con guanti monouso, garze sterili, cerotti, benda, soluzione fisiologica, forbici a punta arrotondata, ghiaccio istantaneo e coperta isotermica. I medicinali non sono indicati per una dotazione lasciata stabilmente in auto, perché possono deteriorarsi con il caldo e richiedono condizioni di conservazione precise. Anche il laccio emostatico non va usato senza preparazione. In presenza di un’emorragia la prima azione resta la pressione diretta e continua sulla ferita, proteggendosi dal contatto con il sangue.

Cosa aggiungere per guasti e soste forzate

Una torcia frontale, un power bank carico, un cavo per il telefono, guanti da lavoro, una mantella impermeabile e una piccola riserva d’acqua coprono molti inconvenienti. Un taglia-cintura con martelletto frangivetro ha senso solo se fissato nell’abitacolo e raggiungibile dai sedili. Va verificato anche l’equipaggiamento già presente. La bomboletta del kit pneumatici ha una scadenza, il compressore deve funzionare e l’eventuale ruotino deve mantenere la pressione prevista. Un avviatore portatile può aiutare con la batteria a 12 volt, purché sia compatibile con il veicolo e venga usato seguendo le istruzioni. 

Primo soccorso in caso di incidente

In caso di incidente il kit viene dopo la chiamata al 112 o al 118 dove necessario. Prima di avvicinarsi occorre valutare il traffico, l’eventuale presenza di incendio, perdite di carburante e altri rischi. Solo dopo si controllano coscienza, respiro ed eventuali emorragie. La persona ferita non va spostata, salvo un pericolo immediato, e ogni manovra deve restare entro le proprie competenze. L’articolo 189 del Codice della strada obbliga chi è coinvolto in un incidente collegato al proprio comportamento a fermarsi e prestare l’assistenza necessaria. Non significa sostituirsi ai sanitari, ma mettere in sicurezza quanto possibile, allertare i soccorsi, fornire indicazioni precise e restare sul posto. Il kit efficace è quello conosciuto da chi guida, controllato due volte l’anno e collocato dove può essere raggiunto senza svuotare il bagagliaio.