L'attaccante senza paura: già in gruppo col dito rotto. Operato nove giorni fa in seguito alla frattura al mignolo della mano destra, il francese si allena coi compagni (con una fasciatura vistosa) e partecipa da subito alle partitelle
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INVIATO A COPENAGHEN - La fasciatura al dito sarà vistosa. Almeno per un po’. O chissà, magari per sempre, qualora Kolo dovesse ricominciare a ritrovare continuità con questo look “alla Benzema”. Un amuleto per tenere alla larga quella malasorte che - specie di questi tempi - imperversa sul green della Continassa. Del resto, al collega e pallone d’oro francese non è andata mica male da quando nel gennaio del 2019 ha cominciato a riproporre di match in match questo “rito”, in seguito alla frattura del mignolo destro rimediata contro il Betis. Meglio allora rimboccarsi le maniche e sfruttare i dieci giorni di lavoro rimasti a disposizione per provare a immedesimarsi nell’idolo blanco e rompere una volta per tutte il digiuno di reti in Serie A.
Le prime sedute di ripresa alla Continassa raccontano di un Kolo applicato, intenso e voglioso. Spalletti lo marca stretto, tra elogi e rimproveri tattici. I confronti nel corso delle sedute? Continui. Se non altro, la penuria della Continassa - oltre al francese sono solo 6 i giocatori di movimento a disposizione, 7 se si conta pure Milik, escluso da tutte le liste - è tornata utile a Lucio per mettere a punto esercizi ad hoc. Per studiarne al dettaglio limiti e velleità e trovare l’ingrediente magico che possa mettere Kolo in condizione di rendere come ha sempre fatto. L’alibi della profondità non attacca. O meglio: la Juve non può permettersi di avere un centravanti decisivo solo e soltanto in campo aperto. Ed è proprio su questi tasti che sta battendo Spalletti. Lo vuole più completo e coinvolto nello sviluppo della manovra. La prova con l’Atalanta, in questo senso, ha confermato che il francese abbia in dote molto più di quanto mostrato in carriera fin qui. Duelli spalle alla porta, palloni smistati con intelligenza reggendo l’urto negli anticipi, attacchi verticali della profondità e una sfilza di falli subiti. Quello è il Kolo che Lucio vorrebbe vedere ogni domenica.
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