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ROMA - Dominatore del centrocampo, trascinatore del sogno scudetto. È questa la nuova dimensione di Manu Koné, motore della Roma e benzina di un entusiasmo sempre più crescente attorno al gruppo. Gasperini lo sta trasformando: da mediano a incursore, da uomo di rottura a giocatore capace di entrare dentro l’area, attaccare gli spazi e decidere le partite. Manu non smette mai di crescere e con lui anche la sua valutazione. Perché oggi Koné può guardare negli occhi i centrocampisti più forti d’Europa. E il prezzo, anche dopo la doppietta all’Inter, può ambire alla tripla cifra.
Sabato sera è stato semplicemente straripante. Due gol e una prestazione totale contro Barella e Zielinski: corsa, fisicità, personalità, recuperi e inserimenti. L’Olimpico lo ha visto dominare il centrocampo e poi arrivare due volte dove un mediano, normalmente, non dovrebbe essere. Prima il gol, poi un altro. Due fendenti che hanno fatto esplodere lo stadio e trasformato Koné nell’uomo copertina del pomeriggio capitolino. Un gladiatore nella sua arena. Era proprio questo il dettaglio che gli mancava. Perché la critica che lo accompagnava da tempo era sempre la stessa: poco incisivo sotto porta. Un centrocampista capace di fare tutto, ma non ancora abbastanza decisivo negli ultimi metri. Contro l’Inter ha spazzato via il dubbio con due gol. Quattro nelle prime 67 gare di Serie A, ma adesso la sensazione è che il rapporto con la porta possa cambiare radicalmente.
Merito della crescita del giocatore, certo, ma anche della trasformazione voluta da Gasperini. Cristante basso, Koné alto: Bryan si abbassa sulla linea dei difensori e prende in consegna l’uomo più avanzato dell’Inter, mentre Manu può restare più vicino all’area avversaria. È lì che il francese trova la sua nuova dimensione: più rapidità, più pulizia, più precisione negli ultimi venti metri. Non perde la sua natura di combattente, ma aggiunge una qualità che può renderlo molto più decisivo.