C'erano state le scuse prima pubbliche e poi private a Maria Falcone, sorella di Giovanni, c'era stato il ritorno al Barbera da spettatore, c'era stato il libro presentato, tra le lacrime, al museo del Presente di Palazzo Jung. Ma è con la sua ultima uscita nello stadio che più lo ha amato che Fabrizio Miccoli si prende il più grande abbraccio di Palermo dopo le vicissitudini giudiziarie. Lo hanno perdonato, lo hanno applaudito e si sono goduti le sue giocate ancora pregevoli i circa 15 mila spettatori che hanno assistito a “The last match”, contribuendo anche all'incasso che per una parte di 20 mila euro sarà destinato alla realizzazione di un campetto di calcio alla Kalsa. Nel quartiere nascerà anche un club per piccoli calciatori il cui direttore tecnico sarà proprio l'ex capitano.
L'ultima danza di Miccoli, accompagnata dalla Fly High personalizzata per il 10 salentino da Shaggy, cade in una data speciale. Il 26 settembre 2007, Fabrizio con ancora i capelli neri corvini lunghetti, sempre all'ombra di Monte Pellegrino, con una punizione piegò le mani a Kalac in pieno recupero, regalando ai rosanero una prestigiosa vittoria contro il Milan. Il 26 settembre 1990, invece, la Favorita visse una serata cult, con Totò Schillaci in campo con la maglia della Nazionale, contro l'Olanda, dopo l'exploit di Italia ‘90. L’organizzazione non dimentica e invita Mattia, il secondogenito di Totò, nato proprio durante le Notti Magiche, che vengono ricordate col volto del bomber sugli schermi sulle note di Edoardo Bennato e Gianna Nannini.

Era settembre anche quando, nel 2011, Miccoli con una doppietta fu decisivo nel 4-3 all'Inter, che pochi mesi prima aveva sconfitto i rosanero nella finale di Coppa Italia all'Olimpico. Ed era anche settembre, quando nell'ultima stagione a Palermo, il capitano segnò una tripletta al Chievo ricordata soprattutto per il favoloso gol da 50 metri con un tiro al volo finito alle spalle di Sorrentino.
Arriva la distinta con le formazioni ed è subito amarcord. Nel Team Miccoli, allenato da Davide Ballardini, Sirigu in porta, Cassani e Balzaretti sulle fasce, Carrozzieri e Bovo centrali. In mezzo le geometrie di Simplicio e Liverani e l'inconfondibile pelata di Migliaccio. E in attacco il protagonista della serata supportato da Ilicic e… Pippo Inzaghi. Sì, perché il mister, dato inizialmente in panchina (e non per allenare), in extremis sostituisce Amauri. A proposito, tra le riserve spicca l'accoppiata di Diego: il figlio dello stesso Miccoli e il figlio di Maradona, l'incontrastato idolo del 10 salentino. E ancora tra le vecchie glorie, oltre agli ex rosa Goian e Benussi, anche Nuno Gomes, Bojinov e Nainggolan.
La Nazionale Artisti Tv sembra più una rappresentativa locale vista la presenza di numerosi personaggi locali da Sasà Salvaggio a Stefano Piazza, da Toni Matranga a Christian Carapezza. A rafforzarla ci sono l'ex rosanero Jeda e Benny Carbone.

Per la cronaca, finisce 6-0. Balzaretti la sblocca su assist di Miccoli dopo un paio di occasioni stranamente fallite da quell'implacabile goleador che fu Superpippo. Pochi minuti dopo arriva il momento che tutti aspettavano. Ilicic, che non ha dimenticato come s'incanta con i piedi, fornisce un cioccolatino al capitano che fulmina il portiere con un destro dei suoi e fa la maschera sotto la Nord. C'è gloria anche per Amauri (doppietta), pure lui acclamatissimo, Drillionaire, produttore musicale ed ex calciatore. Per la felicità del padre segna pure Diego Miccoli.
La partita è puro contorno. A lasciare il segno, facendo brillare gli occhi di tanti tifosi, sono invece le parole di Miccoli scritte in una lettera e pronunciate prima del fischio d'inizio. “Non è una partita come le altre, è l'ultimo ballo di un viaggio che resterà per sempre inciso nella mia pelle e, soprattutto, nella mia anima. Palermo non è stata una tappa della mia carriera. Palermo è stata casa, fuoco, passione pura. Indossare questa maglia, lottare su ogni pallone e sentire il vostro calore è stato il privilegio più grande della mia vita calcistica", dice il miglior marcatore della storia rosanero con 81 reti.
"Ci sono stati anche anni bui, quando la mia vicenda giudiziaria ha segnato profondamente la mia vita. A chi mi è stato vicino dico grazie dal profondo del cuore. E grazie anche a chi si è sentito deluso da me: capisco le vostre ferite, le comprendo e le rispetto. Sono felice che questa serata non sia soltanto una festa per me, ma possa lasciare qualcosa anche agli altri, attraverso il sostegno alla Fondazione Falcone. Continuerò a tifare Palermo, sempre, con lo stesso battito nel cuore. Perché Palermo non è stata soltanto una squadra. Palermo è una parte di me. E lo sarà per sempre. Vi voglio bene. Forza Palermo”, chiude e urla il capitano.