
Annalisa Rabitti, assessora alla cura delle persone, che sostiene il progetto Albergo Sociale

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Si compone il puzzle dell’Albergo sociale, il progetto strategico promosso dal Comune per dare una risposta strutturale al dramma delle persone senza dimora e rafforzare il decoro e la vivibilità urbana.
Sono 12 le realtà del terzo settore, tra cooperative e associazioni del territorio, che hanno risposto all’avviso pubblico dell’Amministrazione comunale per partecipare al percorso di co-progettazione.
Un’adesione massiccia e trasversale che vede in prima linea soggetti storici dell’accoglienza reggiana: il Centro sociale Papa Giovanni XXIII, i consorzi Oscar Romero e Quarantacinque, Open Group, San Giovanni Bosco, oltre alle associazioni Partecipazione, Gruppo Laico Missionario, Caritas Reggiana, Città Migrante, Rabbuni, La Goccia nel Deserto e La Nuova Luce.
"Siamo molto soddisfatti dell’ampia risposta: è un segnale importante che dimostra una presa di coscienza sulla necessità di costruire un approccio integrato", commenta Annalisa Rabitti, assessora alla Cura delle persone.
"L’obiettivo è mettere al centro la prossimità per intercettare i più vulnerabili che spesso restano ai margini dei percorsi tradizionali. Ampliando la rete dell’accoglienza diurna e notturna potremo dare una risposta concreta anche in termini di vivibilità cittadina, intercettando i bisogni prima che diventino vere e proprie emergenze".
Il modello prescelto è quello dell’Albergo sociale “diffuso”: non una singola e isolata struttura, ma uno o più luoghi dislocati in città con presenza educativa costante e servizi integrati.
Gli enti partner potranno mettere a disposizione anche immobili propri, potenziando contestualmente i servizi di prossimità e le unità di strada, fondamentali per costruire relazioni di fiducia e monitorare chi vive su marciapiedi e panchine.
Nei prossimi giorni prenderà il via il primo tavolo di lavoro della rete, che andrà a innestarsi nel consolidato sistema di welfare comunale e sociosanitario (Ausl), coinvolgendo anche Prefettura, Questura e Procura della Repubblica.
Anche sul fronte economico il piano punta a basi ben solide. Per la fase d’avvio, prevista tra settembre 2026 e dicembre 2027, è già stato stanziato un primo milione di euro attinto dal Fondo Povertà. A questo budget si affiancheranno progressivamente ulteriori risorse pubbliche, contributi di fondazioni e strumenti innovativi come Social Bonus, crowdfunding territoriale e finanza a impatto.
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