Continua l’estate dei cafoni e degli abusivi in Sardegna, gli ultimi due casi riguardano il Sarrabus e l’Oristanese.
Cinquanta ombrelloni e altrettanti lettini sono stati sequestrati a Villasimius; una decina invece (ma molti più lettini e attrezzature varie) quelli sequestrati a Castiadas.


Il primo blitz è scattato nella spiaggia di Serr’e Morus, una sorta di grande cala di fronte a una collina tra Porto Giunco e Simius. I proprietari dell’omonimo condominio (o comunque gli inquilini) avevano di fatto quasi privatizzato l’arenile. Gli ombrelloni e i lettini infatti occupavano sistematicamente la prima fila 24 ore su 24. Così gli uomini del Corpo Forestale sono intervenuti e hanno sequestrato tutto.


A Castiadas invece gli ombrelloni e le sdraio sono stati sequestrati dalla Polizia locale a Cala Pira e a Cala Sinzias.


Ha fatto scalpore invece nell’Area Marina Protetta del Sinis l’immagine di un bagnante armato di fucile da sub. In una zona dove sono sempre più numerosi gli episodi di mancato rispetto delle regole, come denuncia Adiconsum: rifiuti e mozziconi sulla sabbia, dune calpestate, piante danneggiate, sabbia portata via come souvenir, fuochi, campeggi abusivi, parcheggi selvaggi, animali dove non sono ammessi, tende e accampamenti sulle spiagge libere.
L’associazione così rilancia il “Daspo turistico”, sul modello del Daspo urbano, da applicare nei casi gravi o ai recidivi, fino all’allontanamento dalla Sardegna per uno, due o tre anni. Per i residenti il divieto riguarderebbe invece il territorio comunale nel quale è stata commessa la violazione.
Tutti i dettagli negli articoli di Gianni Agus e Mario Tasca su L’Unione Sarda in edicola e sull’Unione Digital
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