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L’ex Roma non è al top. Dovbyk fissa l’obiettivo: "Posso tornare grande». Ma oggi resta a guardare


A sinistra il saluto di Mikel Amondarain e Artem Dovbyk una volta arrivati a Bologna. Sopra, invece, il nuovo tecnico rossobù Domenico Tedesco (Schicchi)

A sinistra il saluto di Mikel Amondarain e Artem Dovbyk una volta arrivati a Bologna. Sopra, invece, il nuovo tecnico rossobù Domenico Tedesco (Schicchi)

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Dovbyk sì, ma non subito. Non oggi, quantomeno, nel test di centottanta minuti con gli olandesi del Cambuur. E dunque, dovendo scegliere un’immagine che fotografi l’attuale situazione, sarà un Dovbyk a piccoli passi: i passi graduali che serviranno al corazziere ucraino per calarsi nel gruppo, ma soprattutto per trovare la condizione atletica più idonea, che evidentemente il neoacquisto rossoblù oggi ancora non ha.

A Casteldebole non c’è nessun allarmismo, ma solo la presa d’atto che Dovbyk, a differenza per esempio dell’altro ultimo arrivato Amondarain, ha bisogno di mettere benzina nelle gambe per mettersi al passo con i nuovi compagni. Senza quella benzina è inutile correre rischi alla prima uscita: meglio farlo gradualmente, a partire dai prossimi test di avvicinamento al campionato (sabato a Casteldebole sarà di scena il Pisa).

Nell’attesa l’ex Roma oggi, mentre i compagni giocheranno l’amichevole col Cambuur, farà regolarmente allenamento e questo succederà anche nei giorni a seguire quando la squadra tornerà a lavorare al ‘Galli’.

Ieri intanto il ventinovenne arrivato in prestito dalla Roma (con diritto di riscatto fissato a 17 milioni) ha speso le prime parole ufficiali da rossoblù in una breve intervista rilasciata al canale ufficiale del club.

"Se ho scelto Bologna è per i direttori sportivi e per Tedesco – ha detto il centravanti –. Il mister mi ha fatto solo una domanda: vuoi venire a Bologna? Io gli risposto sì, che quella era la mia volontà. Nella chiacchierata Tedesco mi ha parlato dei progetti e dell’ambizione del club e mi ha anche detto della sua ambizione a ottenere ottimi risultati in questa stagione. Io proverò a dare una mano, mettendo tutto me stesso al servizio della squadra".

Nell’attesa, Artem dice di aver trovato "un gruppo molto unito, come una famiglia: ognuno in campo lotta per il compagno e ci sono giocatori dotati di ottime qualità individuali".

Qualità che l’ex romanista ha pagato sulla sua pelle a marzo, quando i rossoblù hanno eliminato la Roma negli ottavi di Europa League. "Sì, in passato ho giocato molte volte contro il Bologna e sono sempre state gare difficili" ammette Dovbyk.

Quanto al percorso che ha davanti per tornare il Dovbyk performante che è stato nella prima stagione alla Roma, "so che Bologna ha migliorato molti attaccanti prima di me e io proverò a dare il massimo, aiutando la squadra con i gol. Ho molta fame e voglia di giocare e voglio tornare al massimo della mia condizione".

Segno che il diretto interessato è il primo a sapere di dover fare un percorso. In fondo, se gli dei del calcio ci perdonano l’accostamento, Beppe Signori nell’estate del 1998 cominciò a sudare nella canicola di Casteldebole in condizioni ben peggiori e poi (anche ) qui ha fatto la storia. Che sia di buon auspicio per Artem, primo ucraino nella storia rossoblù.

"Anche questo per me conta molto", dice con malcelato orgoglio patrio il gigante che ha bisogno di rimettersi in carreggiata.

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