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La risposta della Nato: 'Iran? Pronti ad affrontare qualsiasi minaccia' - Notizie - Ansa.it


Punti chiave

IL PUNTO

L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo.

15:25

Nato, 'Iran? Pronti ad affrontare qualsiasi minaccia'

"Come dimostrato all'inizio di quest'anno, quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo, in quattro occasioni distinte, missili balistici diretti in Turchia dall'Iran, la nostra capacità di deterrenza e difesa è solida ed efficace. La Nato è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere tutti gli Alleati". Lo afferma un funzionario della Nato.

14:03

L'Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza

L'Idf ha annunciato di aver richiesto l'avvio un'indagine penale sui colpi di arma da fuoco sparati contro un veicolo della famiglia Hamada e contro un'ambulanza che provocarono la morte di nove persone, tra cui la bambina Hind Rajab, a Gaza City, nel gennaio 2024.

L'episodio provoco un'ondata di indignazione internazionale, in particolare a seguito della pubblicazione dell'audio della telefonata alla Mezzaluna Rossa in cui la piccola di cinque anni chiedeva disperatamente aiuto dopo l'attacco. L'annuncio giunge mentre l'Idf ha riferito di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione. In particolare, "sono state prese decisioni legali riguardo a cinque incidenti che hanno ricevuto ampia attenzione e copertura da parte dei media", ha sottolineato. Un'altra inchiesta è stata aperta sulla morte di quindici palestinesi, tra cui personale medico e un dipendente dell'Onu a Tel al-Sultan, nel marzo 2025.

12:16

Idf, capo di stato maggiore incontra l'omologo greco in visita ufficiale

Il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha incontrato l'omologo greco Dimitrios Choupis, in visita ufficiale in Israele. Lo rende noto l'Idf dichiarando che "la visita evidenzia l'importanza strategica e la rilevanza della già esistente cooperazione militare tra Israele e Grecia. Questa relazione ha contribuito nel tempo a rafforzare una partnership di lunga data tra i due Paesi".

11:44

Ministra Difesa spagnola oggi in Libano per visita di due giorni a truppe Unifil

La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha iniziato oggi una visita di due giorni in Libano per incontrare i militari spagnoli impegnati nella missione Unifil dell'Onu, a 20 anni dal loro dispiegamento, informano fonti governative. Robles visiterà la base Miguel de Cervantes, presso Marjayoun, sede del comando del settore Est guidato dalla Spagna, e il quartiere generale di Naqoura. La visita avviene nella fase di crescente tensione per l'aumento dell'attività militare israeliana al sud del Libano, con una media di 137 proiettili al giorno registrati da Unifil fra il 5 e il 16 agosto, secondo quanto segnalato lunedì dalla missione Onu. A quest'ultima partecipano circa 650 militari spagnoli, impegnati nel monitoraggio della Blue Line e nella collaborazione con le forze armate libanesi, segnalano le fonti. La presenza spagnola è iniziata nel settembre 2006, dopo la guerra fra Israele ed Hezbollah, e da allora 15 militari spagnoli sono morti durante la missione, secondo i dati del ministero della Difesa. 

11:41

Wafa, Idf arresta ministro palestinese per gli affari di Gerusalemme

L'agenzia di stampa Wafa riferisce che l'Idf ha arrestato questa mattina il ministro palestinese per gli affari di Gerusalemme, Ashraf al-Awar, dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione nel quartiere di Silwan. L'arresto, afferma Wafa, è avvenuto in seguito a un precedente ordine israeliano che vietava ad al-Awar di entrare in Cisgiordania per le restrizioni imposte ai funzionari palestinesi a Gerusalemme Est. 

11:22

Lega araba condanna attacco israeliano in Siria, 'provocatorio e inaccettabile'

Il segretario generale della Lega Araba, Nabil Fahmy, ha condannato l'attacco israeliano all'aeroporto militare di Abu al-Duhur, nella provincia siriana di Idlib, definendolo "una flagrante violazione della sovranità siriana e del diritto internazionale, nonché l'ennesimo crimine nella serie di ripetuti attacchi israeliani contro la Siria e altri Paesi della regione". Fahmy ha definito gli attacchi israeliani "provocatori, ingiustificati e assolutamente inaccettabili", accusando Israele di voler "seminare il caos ed espandere le aree di conflitto e scontro - sia in Siria che in Libano - per servire le ambizioni politiche ed elettorali del suo primo ministro, che dà priorità alla sicurezza e alla stabilità regionale". La Lega araba esorta la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza dell'Onu "ad assumersi le proprie responsabilità, obbligando Israele a cessare questi attacchi sfacciati e a porvi fine, al fine di prevenire un'escalation di caos e violenza nella regione". 

11:04

Idf, sigillati tunnel di Hamas lunghi due chilometri a Gaza

 Le truppe israeliane hanno sigillato a Gaza due percorsi di tunnel sotterranei di Hamas, per una lunghezza complessiva di oltre due chilometri. Lo riferisce l'Idf dichiarando che l'operazione fa parte degli sforzi volti a neutralizzare la rete di tunnel delle organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza.

10:17

Hezbollah, non ci ritiriamo dalla collina di Ali Taher

Hezbollah, il partito armato libanese alleato dell'Iran, non abbandonerà le alture strategiche di Ali Taher, che dominano la città di Nabatiye e che le forze di occupazione israeliane cercano di conquistare. Lo ha affermato il deputato del partito sciita Hassan Ezzeddine, secondo cui il movimento "farà fronte a ogni atto di aggressione". Le colline sono da settimane bersaglio dei raid aerei e di artiglieria israeliane. Citato stamani dai media di Beirut, Ezzeddine ha definito Ali Taher "una delle posizioni chiave della resistenza", aggiungendo che il Partito di Dio "compirà il proprio dovere nazionale" in caso di attacco israeliano al sito. Il deputato ha inoltre indicato che un eventuale sostegno dell'Iran in questo contesto rappresenterebbe una fonte di forza aggiuntiva, spingendosi ad affermare che Teheran "potrebbe stabilire una nuova equazione riguardo Ali Taher". Le autorità israeliane sostengono che ad Ali Taher abbia sede il quartier generale militare del Partito di Dio nel sud del Libano occupato, insieme a ufficiali di alto rango dei pasdaran iraniani, quadri del partito e combattenti di altre nazionalità. Ezzeddine ha infine giudicato privo di valore, agli occhi di Hezbollah, l'accordo quadro tra Libano e Israele firmato a fine giugno sotto l'egida di Washington. E questo sulla scia delle parole pronunciate venerdì scorso dal segretario generale Naim Qassem, secondo cui "la rabbia nella strada esiste e persiste", ma la sua espressione attende "il momento e le circostanze appropriate".

10:00

Libano, raid aerei e demolizioni dell'esercito israeliano nel sud

Non si arresta l'offensiva militare israeliana nel sud del Libano occupato, con raid aerei e operazioni di dinamitaggio sulle alture di Ali Taher, nel distretto di Nabatiye, e sul villaggio di Mansuri, diviso in due dalla "linea gialla" imposta unilateralmente dalle forze di occupazione dello Stato ebraico su oltre 600 chilometri quadrati di territorio libanese. Lo riferisce l'Agenzia nazionale d'informazione, secondo cui l'aviazione israeliana ha condotto in piena notte una serie di raid sulle alture di Ali Taher e su altre postazioni del distretto di Nabatiye, oltre che nei pressi di una località del distretto di Marjayun. Le forze di occupazione hanno inoltre proseguito le operazioni di dinamitaggio a Mansuri e in un'altra area del distretto di Bint Jbeil, mentre diversi colpi di artiglieria sono caduti su Majdal Zun, nel distretto di Tiro, e sulle valli circostanti. Razzi illuminanti sono stati lanciati sopra le regioni di Tiro e Bint Jbeil, mentre altri tiri di artiglieria hanno colpito i dintorni della valle di Zebqine, sempre nel distretto di Tiro. Sempre nelle ultime ore, un raid aereo ha centrato e distrutto un'abitazione della famiglia Hajj Ali nel quartiere di al-Deir, a Nabatiye al-Fawqa. Non si registrano vittime, secondo l'Ani. Le nuove violazioni arrivano mentre restano in stallo i negoziati per un secondo round di colloqui israelo-libanesi avviati a Roma, con Beirut che chiede il ritiro delle truppe israeliane dai punti ancora occupati oltre la linea di demarcazione tracciata dall'Onu nel 2000. Un nuovo incontro negoziale mediato dagli Stati Uniti è previsto ai primi di settembre ma la delegazione del Libano non ha confermato la sua presenza. 

09:55

Ghalibaf visita l'Iraq, 'la resistenza va oltre i confini dell'Iran, è ora globale'

"La resistenza è andata oltre i confini dell'Iran, dell'Iraq e della regione ed è diventata globale". Lo ha affermato il presidente del Parlamento di Teheran e capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, parlando con i giornalisti dopo essere arrivato in Iraq, dove si trova in visita ufficiale. "Hanno compreso il potere della resistenza iraniana durante la guerra del Ramadan", ha aggiunto Ghalibaf, come riporta l'agenzia Fars, facendo riferimento al conflitto esploso con gli Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. "Assisteremo a un nuovo ordine nel futuro della regione", aveva detto Ghalibaf poco prima di partire per il viaggio, dichiarando che in Iraq aveva in programma un incontro con il presidente iracheno, Nizar Amedi, e con altri alti funzionari.

09:32

Ft, Iran valuta obiettivi militari Usa in Europa in caso di escalation

L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo. Le fonti riferiscono inoltre al Ft che Teheran ha esaminato separatamente la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz in caso di una nuova escalation. Secondo il quotidiano, i vertici iraniani starebbero valutando un ampliamento del raggio delle possibili rappresaglie, oltre gli obiettivi militari, energetici e infrastrutturali statunitensi in Medio Oriente. Le Guardie della rivoluzione e altri comandanti militari avrebbero avvertito che un nuovo conflitto su larga scala potrebbe coinvolgere obiettivi più lontani.