
NEL DIBATTITO sull’intelligenza artificiale, Promemoria Group adotta un approccio che va in controtendenza rispetto a una visione esclusivamente tecnologica. Per...

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NEL DIBATTITO sull’intelligenza artificiale, Promemoria Group adotta un approccio che va in controtendenza rispetto a una visione esclusivamente tecnologica. Per l’azienda torinese, l’AI non rappresenta il punto di partenza, ma uno strumento che può produrre valore solo se alimentato da contenuti affidabili, strutturati e contestualizzati. È da questa impostazione che Promemoria ha sviluppato Archivio.com, la sua piattaforma per gestire e valorizzare il patrimonio informativo di aziende e istituzioni.
"Spesso l’attenzione si concentra sulle potenzialità dell’AI, ma il vero tema è la qualità delle informazioni su cui viene applicata", osserva Stefano Trinchero, chief technology officer di Promemoria Group. "Per questo Archivio.com è stato progettato prima di tutto come un’infrastruttura della conoscenza: un ambiente capace di organizzare documenti, dati e materiali multimediali e di costruire relazioni tra contenuti. Solo su una base solida e verificata l’AI può intervenire in modo efficace, supportando catalogazione, ricerca e analisi senza sostituire il lavoro umano. La piattaforma nasce proprio con questa logica: mettere l’AI al servizio delle organizzazioni, non il contrario".
Archivio.com è stato quindi sviluppato come sistema AI-ready e integra strumenti dedicati all’indicizzazione, alla classificazione e alla descrizione automatica dei contenuti. Tra le funzionalità disponibili figurano il riconoscimento di immagini, l’estrazione di parole chiave, la trascrizione di audio e documenti e la ricerca avanzata tra materiali eterogenei, con l’obiettivo di rendere più efficienti attività tradizionalmente caratterizzate da elevata complessità operativa.
Un aspetto centrale riguarda però l’affidabilità delle informazioni. In un contesto in cui molte applicazioni di AI tendono a produrre risultati simili tra loro, Promemoria punta sulla valorizzazione del patrimonio archivistico come elemento distintivo. L’informazione conservata nell’archivio è tracciata e verificabile, consentendo quindi di ottenere risposte più coerenti con la storia, l’identità e la conoscenza specifica di ogni organizzazione.
"Se due aziende dello stesso settore interrogano un modello generio, tenderanno a ricevere risposte simili", spiega Trinchero. "Quando invece l’AI lavora su un patrimonio archivistico organizzato, che è specchio della storia dell’azienda e quindi unico, è in grado di restituire una conoscenza realmente distintiva".
Archivio.com si colloca così all’incrocio tra memoria e innovazione, rendendo l’AI uno strumento di accelerazione e accesso alla conoscenza, ma sempre con il patrimonio informativo come fondamento su cui costruire valore. In una fase in cui sempre più organizzazioni stanno adottando soluzioni AI, la sfida individuata da Promemoria non è soltanto tecnologica: riguarda la capacità di trasformare la storia e il capitale di conoscenza in un vantaggio distintivo e non replicabile anche grazie all’AI.
Letizia Magnani
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