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L’omaggio a San Giovanni Battista  - L'Unione Sarda.it


La festa.

26 luglio 2026 alle 01:00

I canti delle traccheras accompagnano la processione sino a Sant’Andrea 

È fede e tradizione la festa di San Giovanni Battista. Carri che incedono lenti, il volto emozionato delle sette “traccheras” che siedono nel carro a forma di vela cantando senza sosta, il duro e faticoso lavoro preparatorio per far sì che tutto vada nel migliore dei modi.

Rito antichissimo

Anche ieri la tradizione si è rinnovata con il corteo storico che da via San Salvatore si è snodato fino al parco Parodi a Sant’Andrea. Ma la giornata era cominciata ben prima fin dalla mattina con l’esposizione della grande tracca a forma di vela adornata da centinaia di stelline e di fiori di carta e di tovaglie di pizzo, davanti alla casa degli obrieri, Stefano Campus e la moglie Daniele Porcu. Ultimo atto della preparazione la sistemazione della croce con lo stendardo di San Giovanni, nel punto più alto della tracca, anche quest’anno trainata non dai buoi ma da un piccolo trattore, per i divieti imposti per la dermatite bovina. Nel pomeriggio il momento più intenso con l’obriere che è andato a casa di ciascuna delle traccheras per accompagnarle dall’obriera prima di sedere sulla tracca intonando i canti. Un momento emozionante che non dimenticheranno per Anastasia Piras, Greta Piras, Alessandra Mulliri, Enrica Portas, Angelica Melis, Mia Ibba e Eleonora Sollai. Poi la partenza del corteo con carri, calessi, gruppi folk e tanta gente.

I fedeli

Raffaele Usai 72 anni con il suo calesse a San Giovanni partecipa da 30 anni: «Mio padre, mio nonno, mio zio erano tutti carretoneri» dice, «è troppo bello partecipare a una festa come questa, mi viene da piangere a raccontare l’emozione perché è una festa troppo particolare che non si vede da altre parti». Giorgio Patteri, 83 anni, alla festa partecipa da oltre mezzo secolo: «Bello ma ma faticoso», dice, «perché ci vuole molto tempo per preparare il carro. Ma siamo qui e siamo contenti». Tra il pubblico Cristina Ramo, che arriva da Parma. «Siamo arrivati due giorni fa e abbiamo letto di questa festa dal giornale. Siamo a bocca aperta». Agnese Farris, 29 anni, nel 2011 era stata una delle tracchere: «È molto importante che si mantenga la tradizione».

Dolci e arte

E poi ci sono i dolci. I giganteschi gateaux che le tracchere portano all’obriera: meraviglie di zucchero realizzate dalla maestra dolciaia Anna Maria Sarritzu e da Antonello Campus. Capolavori sistemati su un furgoncino che quest’anno è stato guidato da Salvatore Pau:«Per me è la prima volta. Ho lucidato il camioncino e l’ho addobbato per San Giovanni. È stato bellissimo, andare a casa delle ragazze e sentirle cantare».

La festa prosegue oggi con il ritorno del corteo da Sant’Andrea a piazza IV Novembre con partenza alle 19 e passaggio per la litoranea per Villasimius. Ma si comincia già la mattina a Sant’Andrea: alle 8 la messa per i soci defunti e alle 10,30 la processione per le vie San Giovanni, Leonardo da Vinci e parco Parodi.

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