
Mattia Mosconi, classe 2007, giovane attaccante dell’Inter e punto di riferimento della nazionale under 19 allenata da Bollini

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La doccia fredda del sesto posto agli Europei Under 19 e la conseguente mancata qualificazione diretta alla Coppa del Mondo di categoria segnano l’amara conclusione del percorso della classe 2007 all’interno della Nazionale del ct Alberto Bollini. Nel viaggio cominciato lo scorso agosto a Novarello e conclusosi a luglio in Galles c’è stata una costante: la netta prevalenza dei prodotti dei vivai lombardi rispetto a quelli delle altre regioni. E’ in particolare Milano a elevarsi a capitale italiana del calcio giovanile. Questione di strutture e investimenti, certo, ma anche di idee e principi volti a costruire un’ampia base su cui edificare la struttura del calcio che verrà.
Da sole, Inter e Milan hanno fornito all’Italia U19 sedici ragazzi, senza considerare i giovani che lungo il Naviglio sono stati solo di passaggio, come Mantini, ora al Grasshoppers, e il giramondo Natali, al momento di stanza all’AZ Alkmaar. In particolare, i rossoneri sono stati i più rappresentati sul lungo periodo: oltre al capitano degli azzurrini Sala e al sottoetà Comotto e all’ex Liberali, hanno trovato spazio, pur senza strappare il pass per gli Europei, i difensori Cappelletti, Colombo e Perera, nonché il centrocampista Ossola e l’attaccante del 2008 Lontani, di recente trasferitosi al Parma. L’Inter ha risposto con Cocchi trasferitosi al Padova), Mosconi, Iddrissou e il sottoetà Marello, inseriti in pianta stabile nel gruppo azzurro. Presenze sporadiche, invece, quelle dei Primavera Mancuso, Cerpelletti e Ballo, non presi in considerazione per la spedizione in Galles.
La mappa del calcio giovanile italiano si sposta poi sulle Prealpi lombarde. Da tempo fiore all’occhiello nella crescita delle nuove leve, l’Atalanta è stata un grande serbatoio per il CT, nonostante il solo Idele abbia partecipato alla fase finale dell’Europeo. Oltre all’esterno, infatti, sono stati una presenza fissa del gruppo azzurro anche il portiere Anelli, premiato come miglior numero uno dello scorso campionato Primavera, il 2008 Steffanoni e il difensore Leandri. Più sfortunato Maffessoli, che nel bel mezzo della sua grande stagione ha dovuto alzare in anticipo bandiera bianca a causa di una grave lesione al crociato. Il fantasista Artesani, invece, ha potuto dare solo un assaggio di azzurro, avendo giocato appena due volte.
Per quanto riguarda il Como, all’Europeo di categoria il portabandiera è stato De Paoli, acquistato la scorsa estate dall’Udinese nell’ambito del progetto di sviluppo dell’Academy affidato alla sapiente mano di Osian Roberts, che ha portato sulle sponde del lago anche Bonsignori Goggi, talvolta tenuto in considerazione dal CT. E poi c’è la Cremonese, con il suo giovane talento Pavesi. Pur non avendo esordito, la convocazione da sottoetà da parte di Bollini è stata un grande attestato di stima per il difensore classe 2008, trasferitosi in prestito alla Pergolettese per farsi le ossa in Serie C.
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