Il caso.
23 agosto 2026 alle 01:22
Washington. «Donald Trump non vuole svolgere il suo lavoro. Vuole costruire il suo salone delle feste e viaggiare con Natalie sul loro palazzo volante donato dall’emiro del Qatar». L’affondo del senatore democratico Jon Ossoff, durante un comizio qualche giorno fa, è emblematico del momento critico che sta attraversando il presidente americano. Ai minimi storici nei sondaggi, il 64% degli intervistati da Reuters/Ipsos dive di non approvare il suo operato, impantanato da mesi nella guerra contro l’Iran e adesso attaccato anche sul fronte privato per via della sua collaboratrice più stretta, finita sotto i riflettori dopo la “fuga” del tycoon dal vertice Nato di Ankara. La 35enne Natalie Harp è sempre al fianco di Donald. Scrive i suoi post su Truth ed è stata soprannominata “la stampante umana” perché procura a Trump tutti i documenti di cui ha bisogno.
È stata una delle poche persone ad accompagnarlo sul volo segreto dalla Turchia il mese scorso. Nel libro “Regime Change”, due giornalisti del New York Times hanno scritto che la lealtà dell’assistente nei confronti del presidente si spinge fino a scrivergli «lettere adoranti», tra cui una che recitava: «Sei tutto ciò che conta per me. Voglio darti gioia in qualsiasi modo». Ex conduttrice dell’emittente di destra One America News Network, viene spesso fotografata insieme a Trump e lo accompagna spesso nei suoi weekend a Mar-a-Lago o in New Jersey.
«Sei tutto ciò che conta per me, non voglio deluderti», è un altro dei tanti messaggi che l’assistente ha scritto a Trump nel 2023 e che il Daily Beast pubblica per la prima volta in versione integrale. In un’altra lettera la 35enne si dichiara “indegna” del tycoon. Scritti durante o dopo un viaggio in Scozia e Irlanda i messaggi rivelano la totale devozione di Harp nei confronti del presidente. In uno di questi lei gli dice perfino di invidiare le donne «il cui unico lavoro è parlare con te e apparire belle». Sottolinea poi quanto le sia piaciuto trascorrere del tempo con il tycoon nei suoi resort di golf in Scozia. «Potevo prendermi il tempo per godermi una bella conversazione e, nonostante ciò, riuscire a completare tutto il lavoro a fine giornata», scrive e aggiunge che il suo unico obiettivo è rendere il presidente «orgoglioso». «Hai il diritto assoluto di insultarmi, se necessario, quando me lo merito».
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