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"La dolce vita", pasticcieri grigionesi e valposchiavini in Italia - Libri - Ansa.it


- La Dolce Vita non evoca solo gli anni d'oro dei paparazzi ai caccia delle star internazionali lungo via Veneto a Roma, ma anche l'epopea di un popolo di pasticcieri e il loro sogno rivoluzionario, quella dei maestri grigionesi e valposchiavini in Italia, che l'autore Lorenzo Cresci illustra in un libro, edito da "è Multiverso" di Mario Cucci, che sarà presentato, con prefazione del maestro Iginio Massari, sabato prossimo presso il Palazzo de Bassus-Mengotti a Poschiavo, in Svizzera.


    Il volume illustra un movimento rivoluzionario definito "La dolce vita" perché scandito da torte, cioccolata e gelati. Ma anche caffè e liquori. Da qui nasce un viaggio per l'Italia "degli Svizzeri" tra passato e un presente ricco di pasticcerie elvetiche. "C'è una biodiversità culturale -sottolinea Cresci - che si è costruita nei secoli e che è composta da singole storie che descrivono un universo: quello dei pasticcieri grigionesi.
    Un movimento che vive nei ricordi e nei musei svizzeri e mai raccontata in Italia, che pure vive un'autentica rivoluzione.
    Dal '700 al '900 aprono nel nostro Paese migliaia di pasticcerie, portando l'idea del dessert al di fuori dei palazzi nobiliari, rendendola popolare. E hanno nella maggior parte dei casi una matrice: quella svizzera. A Firenze, nel 1848, delle 68 caffetterie e pasticcerie esistenti 27 sono a guida grigionese, a Trieste addirittura 21 su 37".


    I "pasticcieri" non si limitano a sfornare dolci, alla lavorazione del latte, ma sono artefici di cambiamenti epocali esportando i segreti della pastorizzazione, inserendo il burro nel ciclo produttivo; sono cooperative di ingredienti e professionalità, uniscono il caffè ai dolci, le erbe che diventano liquori all'arte della birra. "Investono in locali nel cuore delle città - sottolinea l'autore - con ampie vetrine e tavoli in marmo per accogliere la nascente borghesia e trasformarsi in testimoni di storia (al Caffè Gilli di Firenze nasce il Futurismo, in altre città si sviluppa la Giovine Italia di Mazzini). Caflisch a Napoli, Caviezel a Catania, le eleganti pasticcerie romane, gli svizzeri di Cagliari, quelli di Massa e Carrara, Klainguti a Genova. Quel passato è storia e resiste nella torta Helvetia di Mantova o negli Amor di Pontremoli e Borgotaro; è vivo in pasticcerie gestite dai discendenti di quarta o quinta generazione".
   

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