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La fiera nautica verso Bari? A Brindisi il fronte del no si allarga


Scoppia la polemica dopo le parole del presidente della Fiera del Levante Gaetano Frulli che ha parlato del suo «sogno di riportare in maniera importante la nautica» a Bari. Brindisi, infatti, da decenni ormai con lo Snim ha costruito e consolidato una posizione a livello internazionale, superando anche periodi molto difficili.

La polemica

Da qui la levata di scudi arrivata, in maniera compatta, dal territorio. Ad aprire le danze è stato il parlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia Mauro D’Attis, per il quale Frulli «dice una cosa forte e pericolosa per un intero territorio. Frulli, non so se ignaro o cosciente, dichiara candidamente di voler “portare la Nautica” alla Fiera del Levante senza alcuna considerazione, e aggiungerei rispetto, per un territorio, quello di Brindisi, in cui da 22 anni si organizza lo Snim, Salone Nautico di Puglia, ormai consolidatosi tra i più importanti del settore a livello nazionale». Lo stesso presidente della Fiera del Levante, incalza il deputato azzurro, «ignaro o cosciente, salta a pie’ pari le considerazioni relative allo sviluppo della cantieristica a Brindisi e nel Salento, con progetti che si stanno realizzando e che coinvolgono centinaia di piccole e medie imprese e aziende leader che hanno deciso di investire. Tra poco, e colgo l’occasione per preannunciarlo, si arriverà alla definizione dell’Accordo di Programma su Brindisi in cui oltre a tanti investimenti in economia circolare, in trattamento delle acque, in transizione energetica e digitale ci sono proprio quelli rilevanti nella cantieristica. Il presidente Frulli queste cose forse non le sa. Da ora mi preme metterlo a conoscenza così da far comprendere che la Fiera del Levante è pugliese, è finanziata con i fondi di tutti i pugliesi e se ha intenzione di balcanizzare il salone nautico di Puglia che si tiene da 22 anni a Brindisi dovrà superare opposizioni agguerrite».

La politica


Per D’Attis, è evidente «una naturale tendenza egemonica dei grandi centri a soffocare quelli più piccoli. Brindisi e la sua provincia sono tra questi ultimi. Siccome non ritengo giusto ciò che sta accadendo, chiedo a tutta la classe dirigente politica del territorio di non stare a guardare, spogliandosi di polemiche interne inutili e faziose». Un appello esteso anche al presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale al quale chiede «quali sono le azioni per tutelare il settore (compreso il salone) facendo riferimento al porto di Brindisi».
A schierarsi a difesa del Salone nautico a Brindisi sono anche il presidente del consiglio regionale Toni Matarrelli e la consigliera regionale Isabella Lettori. Matarrelli ricorda che Brindisi ha costruito «la seconda manifestazione nautica più importante d’Italia: un risultato che è il frutto di investimenti mirati, della vocazione naturale del porto brindisino e di una visione di sviluppo integrato. La strada tracciata a Brindisi in oltre vent'anni di impegno è chiara. Dobbiamo avere cura di non andare in contraddizione con il grande lavoro svolto finora e non vanificare i traguardi raggiunti da un’intera comunità».
Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera Lettori per la quale Brindisi «non si improvvisa capitale della nautica: lo è già nei fatti. Lo dimostra la storia dello Snim». Fare politica di sviluppo regionale, ricorda, «significa investire e valorizzare le vocazioni di ogni provincia, non accentrare tutto nel capoluogo soffocando le eccellenze locali. La Fiera del Levante è una risorsa di tutti i pugliesi, ma la sua crescita non deve penalizzare le identità e i successi già consolidati altrove. La Puglia vince solo se corre come una squadra, con i territori che devono essere complementari tra loro. Difendere lo Snim significa tutelare il lavoro, l'economia del mare e la dignità di Brindisi».

Il Salone nautico di Puglia

Ricordano i due consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Luigi Caroli e Antonio Scianaro, «è cresciuto ed è diventato una realtà di rilievo internazionale grazie al legame indissolubile con la città di Brindisi, la sua storia marittima e la straordinaria cornice. Qualsiasi voce o ipotesi di trasferimento della manifestazione verso Bari è totalmente irricevibile e troverà la nostra più ferma opposizione in ogni sede. Non capiamo quelle che possano essere le velleità del presidente della Nuova Fiera del Levante, Gaetano Frulli. L’auspicio è che ci sia stata una sottovalutazione di quello che voleva rappresentare».
Brindisi, sottolineano, «non può continuare a subire tentativi di scippo delle sue eccellenze e delle sue vocazioni naturali a favore di logiche baricentriche». Piuttosto che uno «sradicamento che danneggerebbe l'identità stessa dell'evento», incalzano Scianaro e Caroli, «le istituzioni competenti dovrebbero lavorare per rafforzare ed investire risorse adeguate sul polo fieristico e sulle infrastrutture nautiche brindisine, consolidando il ruolo della città quale vera capitale adriatica della nautica». Il Salone Nautico, concludono, «deve rimanere a Brindisi e da Brindisi deve continuare a crescere. Non permetteremo alcun passo indietro». Per il sindaco Giuseppe Marchionna, le parole di Frulli danno «l’impressione che a Bari, nell’attuale momento storico e sotto diversi aspetti, considerino Brindisi e il suo territorio una sorta di terra di conquista». Per il primo cittadino, «è davvero fastidioso questo atteggiamento negativo nei confronti di Brindisi, sul quale è invitata a riflettere sia l’intera classe politica locale sia la rappresentanza politica brindisina in altri consessi, perché a pochi chilometri di distanza non si considerano concretezze evidenti, che dicono come Brindisi sia la più grande zona industriale della Puglia per infrastrutturazione e sia anche il campo di sperimentazione della transizione industriale di questa regione».

Il distretto

Per il presidente di Confindustria Brindisi, nonché presidente del Distretto della nautica della Puglia, Giuseppe Danese, l'idea dello spostamento è totalmente fuori discussione. «Con riferimento a preoccupazioni circa presunti tentativi di portare a Bari il Salone nautico, ritengo opportuno da presidente di Confindustria Brindisi oggi, nonché da presidente del Distretto Nautico di Puglia da alcuni anni, ricordare quello che Brindisi ha fatto per raggiungere nel settore della nautica da diporto e della cantieristica navale i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ai quali in tanti evidentemente e comprensibilmente guardano con grande interesse», esordisce Danese, che conosce molto bene la storia del settore, e quindi anche dello Snim, e degli sforzi che sono stati fatti nel passato recente e meno recente. «Parliamo - sottolinea infatti - di un impegno ultraventennale sul territorio, di confronto con gli addetti ai lavori, di ascolto degli operatori del settore. Sono stati anche anni di grandi interrogativi, perché è stato impegnativo costruire ed attirare, anche dal punto di vista mediatico, l'attenzione su un settore fino ad allora sconosciuto ai più. Brindisi e i suoi operatori, le sue istituzioni, però, ci avevano visto lungo e sono stati in grado di vincere una sfida dall'esito per nulla scontato». Da notare, ricorda ancora il presidente, «anche il costante sostegno ed accompagnamento da parte della Regione nelle numerose missioni all’estero. Oggi possiamo affermare con orgoglio che, dopo oltre 20 anni, Brindisi nel settore di riferimento è un faro acceso in Adriatico, un punto di riferimento dei Paesi che si affacciano sulla costa. Pertanto non riusciamo neppure ad ipotizzare alternative a Brindisi come sede del Salone nautico. Significherebbe frammentare un mercato che il sistema Puglia dovrebbe ulteriormente aiutare a crescere, con un eccellente lavoro di squadra».

I vertici dello Snim

Diplomatico ma fermo anche il presidente e fondatore del Salone nautico di Puglia Giuseppe Meo. «Partiamo da un presupposto: qui - esordisce - non si tratta di difendere Brindisi contro Bari. Ci tengo a chiarirlo perché, in questi anni, anche per la crescita che ha registrato, lo Snim ha coinvolto l’intero territorio pugliese».
Il Salone, sottolinea, è «una vera e propria campionaria dell’economia del mare in cui, tra l’altro, ci si confronta su sostenibilità, sport, cultura del mare, valorizzando contemporaneamente la parte industriale con la presenza dei più importanti cantieri regionali. L’eco dello Snim pone l’evento ormai a livello nazionale e non è un caso che, quest’anno, la prima presentazione sia stata fatta nello scorso mese di giugno alla Camera dei deputati».
Detto questo, Meo invita «il presidente Frulli ad essere con noi durante l’evento, in modo che possa rendersi conto della qualità dell’iniziativa e degli eventi e lavorare in sinergia con la Fiera del Levante per fare crescere lo Snim su Brindisi, che ha dimostrato in questi anni di essere la location più giusta per la nautica. Lui ha detto che la nautica ha bisogno di stare al coperto ma, per me, questo settore ha bisogno soprattutto del mare e oggi la location giusta su tutto il territorio regionale per fare vivere ad espositori e visitatori l’esperienza della nautica, come la prova delle imbarcazioni in acqua, è Brindisi». Peraltro, conclude il presidente, «il sostegno che riceviamo da sempre da parte della Regione e di tutti gli enti locali testimonia il fatto che non si tratta di un progetto solo dell’organizzazione ma di un progetto condiviso da tutte le istituzioni pugliesi. E su questo ci auguriamo che non si facciano errori per depotenziare un evento che, anno dopo anno, continua a crescere».