
L'arresto del giornalista Enzo Tortora il 17 giugno 1983 (Ansa)

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L’approvazione alla Camera della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale dedicata a Enzo Tortora, ora all’esame del Senato, è un tributo alla memoria di una vittima illustre. È un atto di civiltà che richiama la Repubblica a fare i conti con pagine dolorose della propria storia giudiziaria. La vicenda di Tortora è l’emblema dell’ingiustizia alimentata da errori, superficialità, conformismi e da un’omertà culturale che ha colpito la stessa credibilità dello Stato di diritto.
Come lui, molti cittadini hanno conosciuto il calvario di processi interminabili, assoluzioni tardive e vite irreparabilmente compromesse. Sorprende, perciò, che una parte consistente dell’opposizione abbia preferito l’astensione. È una scelta che dimostra quanto siano ancora radicati pregiudizi e tabù, perfino davanti al principio più alto della democrazia liberale: nessun cittadino può essere trasformato in colpevole prima che una sentenza definitiva lo accerti. La giustizia non coincide con il sospetto, né il processo può essere sostituito dal processo mediatico.
Questa Giornata nazionale può diventare un appuntamento permanente di riflessione e di proposta. Può migliorare la qualità della giustizia, rafforzare l’azione di Governo, a rendere più incisiva la vigilanza del Parlamento e a promuovere una collaborazione istituzionale per superare ogni contrapposizione ideologica. Il modo migliore per ricordare Enzo Tortora è ricomporre il Paese attorno a due principi costituzionali che non possono essere separati. Il primo è la sacralità dell’autonomia della magistratura, condizione indispensabile perché la giustizia sia libera, autorevole ed efficace. Il secondo è la preminenza dello Stato di diritto, che impone il rispetto assoluto della presunzione di innocenza e delle garanzie costituzionali fino alla condanna definitiva. Difendere l’uno senza l’altro significa indebolire entrambi. Difenderli insieme significa rafforzare la Repubblica, la fiducia dei cittadini e la qualità della nostra democrazia.
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