Giovanili.
01 ottobre 2026 alle 00:11
Il responsabile Max Canzi: «Coltiviamo i nostri sogni senza dimenticare da dove siamo partiti»Lo stadio dei grandi per i giovani rossoblù. Il Cagliari presenta il suo settore giovanile all’Unipol Domus, con la tribuna aperta a oltre 250 ragazzi. Dall’Under 10 alla Primavera. «Avervi tutti insieme qua, dall’Under 20 fino all’Attività di base, con i rispettivi staff è davvero bello e particolarmente di impatto», l’apertura dell’amministratore delegato e direttore generale, Stefano Melis. «È un bel momento nel nostro percorso di crescita come club. Ci godiamo la classifica della prima squadra, non ce l’aspettavamo, ma tutto è frutto del lavoro. Un lavoro che parte da lontano, che ha radici profonde nel nostro settore giovanile, da cui sono partiti tanti ragazzi per arrivare a giocare con i grandi. Oggi nella rosa della prima squadra ci sono ben otto calciatori che arrivano dal settore giovanile. Un risultato di cui andiamo orgogliosi e che, di certo, poche squadre in Serie A possono vantare».
Figli della “cantera”
L’ultimo di questa serie è stato Paul Mendy, che nella vittoria contro l’Atalanta ha aperto il conto in questo campionato. E spera di poter ritrovare come spalla offensiva Yael Trepy quanto prima. Insieme hanno salvato l’Under 20 l’anno scorso. Tra i fedelissimi di Pisacane c’è Adam Obert che, arrivato dalla Sampdoria, aveva trovato un voluminoso spazio in Primavera. E poi, il salto in prima squadra. Dalla scorsa estate, i giovani del Cagliari hanno un nuovo punto di riferimento. «Un’ulteriore dimostrazione dell’importanza del lavoro portato avanti sul nostro settore giovanile arriva dall’aver scelto come direttore Max Canzi», afferma Melis, «lo abbiamo fortemente voluto, è un sardo di adozione, conosce bene la realtà e rappresenta per noi un valore aggiunto».
Al timone
E Max Canzi non può che essere d’accordo. «Ci siete tutti: dall’attività di base, quelli di voi che indossano per la prima volta questa maglia, all’Under 20, la punta dell’iceberg. È un bellissimo colpo d’occhio», le prime parole del nuovo direttore del settore giovanile del Cagliari, che fu allenatore della Primavera. «È davvero bello vedervi qui tutti insieme, è una precisa scelta che abbiamo preso con il coordinatore tecnico Oscar Erriu», ha tenuto a precisare Canzi. «I più piccoli vedono nei più grandi un esempio, dei ragazzi che stanno arrivando alla fine di un percorso, a cui manca un piccolo passo per riuscire a fare di una passione la loro professione. Ai più grandi dico: ricordatevi di quando eravate voi quei bambini e sognavate come loro di diventare dei calciatori. Non dimenticatevi mai da dove siete partiti».
Il grande salto
E tra i più grandi, a fare la spola tra gli allenamenti in prima squadra e le partite da capitano in Under 20 (che oggi alle 16.30 giocherà in amichevole contro il Villasimius), c’è anche il sardo Nicola Grandu. «Per diventare un calciatore occorre fare tante rinunce, sacrifici». Un consiglio? «Intanto quello di dare sempre tutto. Non permettete poi a nessuno di dire che non ce la farete». Quest’anno potrebbe anche superare le 100 presenze nel Campionato Primavera 1. «Fondamentale è il comportamento: il rispetto delle regole, dei compagni, del mister e dello staff. Far parte del Cagliari è un onore ma anche una responsabilità: ovunque andiate, ricordatevi, rappresentate questo club, i suoi valori. È un orgoglio indossare questa maglia».
Sarà certamente la correttezza nei comportamenti anche l’obiettivo di Mattia Belfiori, responsabile dell’Attività di base e della Cagliari Football Academy. «In questi anni ho visto passare per il nostro vivaio tanti bambini, diventati poi ragazzi, uomini e anche calciatori», ha ricordato Belfiori. «Il consiglio che mi sento di dare a tutti voi: intanto continuate a divertirvi, sempre. Non smettete di sognare, fate sempre il massimo, metteteci sempre tutto l’impegno: perché a volte i sogni si realizzano. E Nicola, che è con noi oggi, ne è l’esempio».
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