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La nuova vita di Luca Carboni: “La mia finestra aperta sul mistero”


Il cantautore porta domenica il tour per i suoi quarant’anni di carriera sul palco di Villa Erba a Cernobbio: “San Luca mi ha salvato due volte. La prima, tanti anni fa, da un incidente d’auto e la seconda, più di recente, restituendomi la voglia di fare musica, dopo la malattia, grazie al mio amico Cesare Cremonini”

Luca Carboni (63 anni) sarà in scena domani sera a Cernobbio per l’ultimo appuntamento del Lake Sound Park

Luca Carboni (63 anni) sarà in scena domani sera a Cernobbio per l’ultimo appuntamento del Lake Sound Park

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Cernobbio (Como) – “San Luca m’ha salvato due volte: la prima, tanti anni fa, da un incidente d’auto e la seconda, più di recente, restituendomi la voglia di fare musica, dopo la malattia, grazie al mio amico Cesare Cremonini”. Ed è col placet del suo santo di riferimento che Luca Carboni torna in concerto domani sera a Cernobbio per l’ultimo appuntamento di Lake Sound Park. “Sono cresciuto in una famiglia in cui la fede faceva parte della vita quotidiana” racconta, l’uomo che ha saputo trasformare a furor di popolo quel “Rio Ari O” con cui si apriva “…Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film” nella formula magica di una carriera straordinaria. “Per questo ho sempre mantenuto uno sguardo vivido sulla dimensione spirituale, pure nei periodi in cui ho cercato di allontanarmene. E anche se ho provato più volte a chiudere quella finestra sul mistero, non ci sono mai riuscito per davvero”.

Il tour

Fin dall’iniziale “Primavera”, col suo bisogno di sensazioni leggere e sentimenti pesanti, lo show segue il filo di quella rigenerazione iniziata dal cantore del fisico bestiale lo scorso novembre al Forum d’Assago, primo passo del cammino che lo vede nuovamente sulla strada, affiancato da una band di otto elementi fra cui Antonello Giorgi alla batteria, Mauro Patelli, Gabriele Miceli e Antonello D’Urso alle chitarre. “Questo Tour mi sta portando in posti straordinari ed è molto emozionante esibirmi in una cornice come il parco di Villa Erba, affacciato sulle acque di quel Lago di Como che ha sempre esercitato su di me un fascino particolare”. Ma l’incontro con quei fan lombardi che il mese scorso hanno potuto applaudirlo pure all’ippodromo La Maura sul palco dell’amico Cesare, prosegue per Carboni pure a settembre, col concerto mantovano del 2 all’Esedra di Palazzo Te e quello bresciano del 4 in Piazza della Loggia.

Quarant’anni in musica

“A Mantova sono legato anche dal bel ricordo di “Donne cattedrali“, importante mostra delle mie opere pittoriche curata da Maria Letizia Tega a Palazzo Rigoletto nel 2021, mentre Brescia mi riporta alla mente il presidente Luigi Corioni, divenuto poi presidente pure del Bologna, portando l’allenatore Gigi Maifredi dall’Ospitaletto, una bella storia calcistica che mi tocca nel profondo”. Tanto questo ritorno al live che “Luca non parlava mai”, l’autobiografia legata ai luoghi, agli incontri e alle persone della sua vita uscita a maggio, sono connessi per l’eroe di “Mare mare” con un’altra mostra, intitolata proprio “Rio Ari O”, inaugurata al Museo Internazionale della Musica di Bologna nell’autunno 2024 con la curatela di Luca Beatrice. “Il concerto sintetizza e racconta, infatti, questi miei quarant’anni di musica accompagnandoli sugli schermi con un racconto visivo fatto di disegni, schizzi, quadri realizzati contemporaneamente, e a volte di concerto, con le canzoni. Questo perché non sono diventato mai, sono rimasto sempre in divenire”.

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