
Da sinistra, Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale dem, Mario Calabresi, pronto a correre per il centrosinistra, e la vicesindaca Anna Scavuzzo
Milano, 24 settembre 2026 – Secondo un report “Monitor Milano dell’Istituto Ixè, l’aspirante candidato sindaco più conosciuto dai milanesi è il dirigente del Pd Pierfrancesco Majorino ma quello che ispira maggior fiducia è Mario Calabresi, il giornalista che, in caso di primarie del centrosinistra dai 40 mila ai 60 mila votanti, vincerebbe con la stragrande maggioranza dei consensi: Calabresi viene dato dal 48 al 53%, Majorino dal 30 al 35%, la vicesindaco Anna Scavuzzo dall’8 al 10%, l’assessore al Municipio 1 Lorenzo Pacini dal 2 al 6%, l’assessore comunale al Bilancio Emmanuel Conte dall’1 al 4% e l’esperto di politiche urbane Tommaso Goisis dal 2 al 3%.

Anna Scavuzzo arriva tranquillamente in terza posizione
Il sondaggio dell’Istituto Ixè – condotto tra mille maggiorenni residenti a Milano dal 9 al 16 settembre e lungo 15 pagine – registra risultati non scontati in alcune delle risposte. Sì, perché, certo, alla domanda all’intervistato “per chi voterebbe domani alle Comunali”, la risposta è quella attesa: il 45,1% un candidato del centrosinistra, il 38% un candidato del centrodestra e il 16,4% un candidato di un altro schieramento politico. Percentuale, quest’ultima, che fa sì che il candidato di nessuno dei due principali schieramenti otterrebbe la maggioranza assoluta per vincere le Comunali al primo turno (serve il 50% più uno dei consensi). Ancor più sorprendente la risposta alla domanda “a prescindere dalle sue preferenze, secondo lei il prossimo sindaco sarà...”.

Beppe Sala e la segretaria Dem Elly Schlein a Palazzo Marino
In questo caso, infatti, il 38,3% degli intervistati risponde “un candidato di centrodestra”, percentuale più alta del 36% che replica “un candidato di centrosinistra”, anche perché c’è un 9,6% di “non saprei”. Nell’introduzione del report di Ixè, il dato del 38,3% dato viene giudicato “il dato forse più sorprendente della rilevazione (...) e non è di poco conto in una città da tempo radicata al centrosinistra, in cui nelle competizioni più recenti la differenza tra le due tradizionali coalizioni è oscillata intorno al 15% a favore del centrosinistra”. Una sorpresa determinata soprattutto da giù citato 16,1% dei cittadini che pensa che il prossimo primo cittadino non sarà né di centrodestra né di centrosinistra. Il documento, dunque, registra “una domanda politica in movimento”. Conclusione: meglio non dare nulla per scontato in vista delle Comunali della prossima primavera.

La sfida per Palazzo Marino è già aperta
Ma i milanesi sono contenti o no dell’attuale metropoli? Il voto medio sulla qualità della vita a Milano è 6,3, dunque la sufficienza, ma per il 64,6% degli intervistati la qualità della vita negli ultimi anni è “peggiorata”, mentre il 26,1% dice che è “rimasta più o meno la stessa” e solo il 9,1% sostiene che sia “migliorata”. E alla domanda “per il futuro, Milano ha bisogno di...”, l’ampia maggioranza dei milanesi, il 54,3%, replica “un cambiamento radicale nel modo in cui viene amministrata” e il 41% di “qualche miglioria”.
Il report Ixè, infine, analizza i sei potenziali candidati del centrosinistra. A livello di notorietà, il primo è Majorino (74,9%), seguito da Calabresi (66,8%), Scavuzzo (48,3%), Conte (32%), Pacini (31%) e Goisis (23,7). Ma quando si chiede agli intervistati quale candidato gli ispira più fiducia, la prima posizione cambia ed è a vantaggio di Calabresi (68%). Prima di Majorino (50%) e Scavuzzo (47%), ci sono gli altri tre candidati testati: Goisis (59%), Conte (53%) e Pacini (52%). Ieri, intanto, a Milano è arrivato Igor Taruffi, braccio destro di Elly Schlein, responsabile Organizzazione del Pd. Ha incontrato Majorino, Scavuzzo Pacini. Ha fatto capire a tutti e tre che una semplificazione del quadro politico sarebbe auspicabile per non disperdere le forze del Pd. Ma a nessuno dei tre, per ora, è stato chiesto di fare un passo indietro. Taruffi, invece, non ha incontrato Calabresi.
In una nota del Pd, firmata dallo stesso Taruffi con il segretario milanese Alessandro Capelli e la segretaria lombarda Silvia Roggiani, si legge che “ora ci sono davanti altri mesi fondamentali di governo della città e di lavoro sul programma e per questo la scelta del candidato sindaco, anche se dovesse avvenire attraverso le primarie, avverrà conseguentemente nei primi mesi del prossimo anno. Quindi programma, perimetro della coalizione e scelta del candidato sindaco anche attraverso le primarie da tenersi nei primi mesi dell’anno prossimo”. Il nodo politico sarà sciolto nel 2027.