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La preside contestata a Muggiò risponde a muso duro: “Contro di me la macchina del fango. Famiglie manovrate”


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Caterina Mirasolo replica alla manifestazione che ha coinvolto 400 studenti del Martin Luther King. Famiglie “manovrate” da chi “usa la scuola per difendere antichi privilegi e indegni feudi di cattedra”

La preside contestata a Muggiò «Contro di me la macchina del fango» Caterina Mirasolo replica alla manifestazione che ha coinvolto 400 studenti del Martin Luther King Famiglie «manovrate» da chi «usa la scuola per difendere antichi privilegi e indegni feudi di cattedra»

La preside contestata a Muggiò «Contro di me la macchina del fango» Caterina Mirasolo replica alla manifestazione che ha coinvolto 400 studenti del Martin Luther King Famiglie «manovrate» da chi «usa la scuola per difendere antichi privilegi e indegni feudi di cattedra»

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Muggiò (Monza e Brianza), 23 settembre 2026 –  “Una violenta campagna denigratoria scatenata contro la mia persona, lasciata sola a subire un’ingiusta e spietata gogna mediatica”.

Così Caterina Mirasolo, la dirigente scolastica dell’istituto superiore Martin Luther King di Muggiò contestata nei giorni scorsi da una manifestazione di 400 studenti, definisce l’accaduto.

La replica della preside: “Protesta non pacifica”

“La protesta degli studenti non può essere definita pacifica, quando la dirigente si è trovata bersaglio diretto di cori d’ingiuria (“Vergogna!!! Vergogna!!!”) e intimidazioni aggressive (“Preside scendi se hai coraggio!!!”), venendo ingiustamente colpevolizzata e fatta oggetto di un’aggressione verbale del tutto incompatibile con il rispetto umano e civile”, replica la preside contestata. Che rigetta con forza l’accusa di “incomunicabilità” rivoltale da studenti e genitori: “Pur avendo sempre tenuto le porte aperte all’ascolto e operato nella massima trasparenza, mi trovo oggi dipinta come controparte ostile”. E parla di “macchina del fango” basata su “dati del tutto falsati, l’inverosimile stravolgimento di 7-8 docenti per classe, a fronte di soli 4 avvicendamenti su un organico di ben 122 docenti, al solo scopo di creare un fittizio allarme sociale e fabbricare a tavolino una pretestuosa ipotesi di incompatibilità ambientale”.

Gli spostamenti dei docenti e le accuse

La dirigente sostiene di avere applicato la legge negli spostamenti degli insegnanti “nell’esclusivo interesse degli studenti, diventando il capro espiatorio di chi rifiuta il cambiamento e usa la scuola per difendere antichi privilegi e indegni feudi di cattedra. È doloroso – aggiunge – constatare come gli stessi alunni e le famiglie siano stati manovrati e usati come scudo umano contro una gestione legittima orientata al rigoroso rispetto della legge”.

E alle critiche sull’offerta formativa replica “di non aver mai bloccato i progetti, trovandosi invece sabotata dalle scelte ritorsive di chi minaccia di sospendere uscite didattiche e viaggi di istruzione come strumento di pressione”.

La stoccata alla politica

Una stoccata anche alla politica, che si è subito occupata del caso, con il centrosinistra alla manifestazione e il sindaco di Muggiò Michele Messina (centrodestra) che si è detto pronto a intervenire come mediatore. Secondo Caterina Mirasolo la dinamica scolastica interna sarebbe stata “strumentalizzata per visibilità o cassa di risonanza politica”. Di qui l’invito alle forze politiche “a rispettare l’autonomia della scuola e il lavoro quotidiano della comunità scolastica, evitando di trasformare i processi organizzativi interni in un terreno di propaganda o in passerelle elettorali”.

L’affondo finale e le iscrizioni respinte

Infine l’affondo nei confronti della politica: “Garantiscano invece risorse economiche, edilizia scolastica e nuove aule per evitare che in futuro altre famiglie e studenti debbano vedere respinta la propria domanda di iscrizione presso il nostro Istituto. Questa dirigenza – conclude ricordando l’obbligo di tutelare il buon nome della scuola – si è vista infatti costretta, con enorme rammarico, a respingere ben 74 famiglie all’atto delle iscrizioni”.

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