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Pubblicato il 28 Luglio 2026 ore 14:21
8 minuti
Nonostante la grande occasione persa a Budapest, dove una potenziale doppietta – o comunque perlomeno un probabile doppio podio – si è trasformato in una quarta e quinta posizione sotto la bandiera a scacchi, tutti nell’ambiente Ferrari si dicono convinti di potersi giocare il Mondiale con la Mercedes. Il team principal rosso Fred Vasseur, in particolare, è sembrato fiducioso di poter strappare alla scuderia di Brackley la leadership nella classifica Costruttori: “Oggi per il campionato non è un disastro – ha detto il team principal ai microfoni di Sky Italia dopo la gara – abbiamo fatto comunque più punti della Mercedes e praticamente gli stessi punti della McLaren, però potevamo fare molto di più ed è un peccato”. Se vogliamo considerare queste parole come sincere e non come mere valutazioni di facciata – e non c’è motivo per pensare che Vasseur non sia sincero – allora bisogna assumere che la Ferrari pensi davvero di poter rimontare alla Mercedes 72 punti nei prossimi 12 GP (ammesso che il numero di gare in stagione resti quello attuale).
Posto che in questo momento sembra comunque difficile immaginare a fine anno dei campioni del mondo diversi da Kimi Antonelli e la Mercedes, la mia impressione è che in realtà per la Ferrari sarebbe più facile concentrarsi sul campionato Piloti piuttosto che su quello Costruttori. Innanzitutto per un mero motivo aritmetico: Hamilton è distante 50 punti da Antonelli, dunque ci sono 22 punti in meno da recuperare per raggiungere la vetta della classifica Piloti rispetto a quelli che servirebbe per agganciare la Mercedes nella graduatoria riservata ai team.
Un secondo aspetto riguarda le prestazioni delle monoposto: mediamente la W17 sembra ancora più competitiva rispetto alla SF-26. Il punto debole delle frecce d’argento è l’affidabilità, ma anche negli ultimi cinque weekend di gara, da Barcellona in poi, la Ferrari ha rosicchiato appena sette punti alla Mercedes: una media di 1,4 punti recuperati a GP che però dopo l’estate dovrebbe trasformarsi in un bottino da 6 punti in più a gara per poter ricucire il divario che si è creato in questa prima metà di Mondiale.
Nello stesso periodo di tempo invece, Hamilton ha raccolto 16 punti più di Antonelli, con un guadagno di 3,2 punti a gara. Per vincere il Mondiale Piloti l’inglese è chiamato nella seconda metà di 2026 a recuperare poco più di 4 punti a GP ad Antonelli. Il trend è decisamente più vicino per il solo Hamilton che per la Ferrari.
Generalmente poi, è difficile che la macchina migliore perda il Mondiale Costruttori; è invece già capitato più volte un pilota sull’auto migliore non abbia vinto il titolo Piloti.
Ovviamente anche l’ipotesi di una rimonta di Hamilton su Antonelli è tutt’altro che semplice, ma ci sono alcuni aspetti che potrebbero aiutare la causa ferrarista.
Innanzitutto l’esperienza di Hamilton contrapposta alla gioventù di Antonelli: finora Kimi è stato letteralmente perfetto, ma quanto accaduto 12 mesi fa a Oscar Piastri testimonia come per un pilota giovane, al suo primo ‘rodeo’ iridato, possa diventare relativamente semplice commettere errori inaspettati sotto pressione quando si inizia a intravedere in lontananza il bersaglio grosso. Certo, le tante penalità incassate da Hamilton nelle ultime gare dimostrano che finora a sbagliare è stato più lui di Antonelli, ma a Maranello l’auspicio e che queste disattenzioni non si ripetano dopo l’estate. E Lewis ha già ricordato a tutti che solitamente il suo rendimento cresce nella seconda metà di stagione.
Il punto più delicato di un tentato inseguimento al Mondiale Piloti riguarda senza dubbio Charles Leclerc: il monegasco attualmente è quarto in graduatoria e ha 31 punti in meno di Hamilton, nonostante negli ultimi tre fine settimana di gare abbia sempre raccolto un bottino maggiore dell’inglese. Chiedergli di aiutare il #44 sarebbe un sacrificio davvero enorme, tanto più che le chance di successo di questa rimonta restano tutt’altro che elevate.
È però anche vero che siamo al giro di boa del Mondiale e certe decisioni vanno prese ora, perché aspettare le ultime 4-5 gare dell’anno potrebbe risultare tardivo. Nessun team in griglia può contare su un mix di velocità, esperienza e talento così grande nella sua coppia di piloti titolari. Avere un pilota del calibro di Leclerc da usare come ‘gregario’ sarebbe un lusso che raramente un team si è potuto permettere di avere nella storia della F1. Leclerc dal canto suo potrebbe ovviamente risentirne nell’orgoglio, ma se si prestasse a un’operazione del genere potrebbe guadagnare un credito pressoché illimitato all’interno del team di Maranello. E se tra un anno fosse lui a trovarsi più vicino alla vetta del campionato (scenario tutt’altro che impossibile) avrebbe buon gioco nel chiedere il supporto totale della squadra.
Ci sono poi le potenziali divisioni in casa Mercedes: pubblicamente Russell non lo ammetterebbe mai – ovviamente – ma non è difficile immaginare che nella sua testa, se non può vincere lui il Mondiale, preferirebbe un successo di Hamilton al trionfo del suo compagno di squadra Antonelli. Le crepe neanche troppo nascoste che ci sono tra i due piloti Mercedes potrebbero essere un’ulteriore arma da sfruttare per la Ferrari, a patto però di massimizzare il guadagno su un’unica punta.
Infine, occorre anche guardare al contesto complessivo del campionato: la McLaren sta crescendo e la Red Bull sta trovando (seppur molto lentamente) una certa costanza di rendimento. Avere più auto nella mischia potrebbe rendere più difficile per la Ferrari recuperare grandi quantitativi di punti sulla Mercedes in singoli Gran Premi – che è quello che serve realisticamente per compiere una rimonta nel Mondiale Costruttori, a meno di non voler puntare tutto su una serie di ritiri in sequenza delle Mercedes – ma, viceversa, potrebbe essere più facile avere macchine diverse da ‘piazzare’ davanti ad Antonelli in occasione di qualche gara meno positiva del fenomenale talento bolognese.
Realisticamente, è molto difficile per Maranello pensare di terminare il 2026 vincendo un Mondiale, ma se all-in deve essere sembra più sensato puntare alla classifica Piloti, consapevoli che comunque per centrare l’impresa servirebbe una seconda metà di stagione perfetta e in più di un pizzico di buona sorte. Ma finché non ci si prova concretamente, è impossibile riuscirci. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, riaprire il Mondiale Piloti potrebbe riaccendere quasi automaticamente le ambizioni anche nella classifica a squadre.