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La ragazza somala all'ANSA: 'Sono molto felice di essere al sicuro' - Notizie - Ansa.it


"Sono molto felice di essere al sicuro". Lo ha detto all'ANSA la ragazza somala che dovrebbe essere rimandata in Italia dalla Germania. Le sue parole attraverso il presidente dell'associazione evangelica Matteo-Chiesa e asilo, che si occupa del suo caso. "Adesso il tempo orribile della fuga è finito", ha aggiunto la ventiduenne colpita da un provvedimento di espulsione verso l'Italia dalla Germania.

La giovane ha ricevuto asilo e protezione da una chiesa evangelica di Norimberga, come ha annunciato il presidente dell'associazione Stefan Reichel.

"Oggi a mezzogiorno l'abbiamo accolta in un rifugio ecclesiastico a Norimberga - si legge in un comunicato - La ragazza rimarrà sotto la nostra protezione fino a quando la Germania non accoglierà la richiesta dell'Italia di annullare definitivamente il trasferimento".

"Ho già avvertito il Bamf (l'ufficio tedesco per l'immigrazione) e il ministero dell'Interno bavarese", ha spiegato Reichel. La mossa dell'associazione Matteo si inquadra infatti nell'ambito di un accordo con gli enti federali che risale al 24 febbraio 2015, ha spiegato.

"Questo stabilisce che le chiese, che siano evangeliche, cattoliche o libere, possono dare asilo per ragioni umanitarie a delle persone in grave difficoltà. La giovane somala è una ragazza particolarmente provata - ha aggiunto il presidente dell'associazione che si occupa del caso della ventiduenne - Ha già sofferto molto, è molto spaventata e corre il rischio di perdere i contatti con la sua famiglia. In questo caso riteniamo che vi siano tutti i presupposti per darle asilo". La protezione della comunità evangelica durerà formalmente fino alla scadenza del termine per l'espulsione.

"In passato, la ragazza ha già avuto un'esperienza di quattro settimane molto drammatica in Italia", continua Reichel. "Dopo una buona accoglienza a Lampedusa, durata due giorni, fu trasferita a Milano, in un centro vicino alla stazione tenuto in pessime condizioni igieniche, senza una doccia e con spazi condivisi fra uomini e donne".

In Baviera invece, assicura, "viveva attualmente in una struttura di accoglienza diretta molto bene, a Schweinfurt, dove risiedono anche la madre, il fratello e tre sorelle". Tutti ben integrati, ribadisce, "le ragazze frequentano la scuola superiore, il fratello segue un corso di formazione di informatica".

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