
I carabinieri interevenuti sul luogo dell’accoltellamento

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Un giovane di nazionalità egiziana, di 23 anni, è stato fermato dai militari del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Sesto con l’accusa di rapina aggravata e, in concorso con altri, di tentato omicidio. Il provvedimento scaturisce dagli sviluppi delle indagini dopo il tentato omicidio di un egiziano diciannovenne, avvenuto il 3 luglio scorso in via Fratelli Bandiera.
Le indagini hanno consentito di accertare che il 23enne, con dei complici, al culmine di una lite avrebbe aggredito il connazionale colpendolo con due fendenti, uno al torace e uno a una coscia, ferendolo gravemente. Alla vittima era stato preso un borsello. Per gli stessi fatti, tre dei complici erano già arrestati eseguito dai carabinieri il 4 luglio scorso. L’indagato, rintracciato dai militari a Sesto San Giovanni, è ora in carcere.
L’episodio aveva seguito di pochi giorni un’altra aggressione nella zona del Rondò. In quel caso era stato un agente della polizia locale ad essere accerchiato e poi picchiato per essere intervenuto per sedare una maxi rissa in via Risorgimento. Poche ore dopo un altro raid sempre nello stesso quartiere, appena le forze dell’ordine avevano concluso il loro intervento. Poi, nel tardo pomeriggio del giorno dopo, a meno di 24 ore, un nuovo caso nella vicina via Solferino: anche in quel caso un uomo era stato accoltellato per strada.
Per chiedere maggiore presidio del territorio il comitato dei residenti aveva raccolto 1.500 firme e organizzato - a metà giugno - l’ennesimo flashmob in piazza Trento e Trieste per chiedere più sicurezza solo dieci giorni fa. "Servono presidi serali e notturni fissi, non pattuglioni a spot", sostengono gli abitanti. Lo stesso sindaco Roberto Di Stefano aveva prorogato l’ordinanza anti malamovida nelle aree del Rondò.
© Riproduzione riservata