
Lo chef Massimo Bottura firma la proposta di legge di Confesercenti

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Modena, 10 settembre 2026 – “Ho creduto nel nostro centro storico quando nessuno ancora ci credeva”. Massimo Bottura, tra i firmatari della proposta di legge sulla valorizzazione dei centri storici, parte dalla sua esperienza a Modena per spiegare come investimenti, nuove attività e presenza sul territorio possano contribuire a cambiare anche le zone più difficili della città. “Io sono nato a Modena – afferma –, sono cresciuto qui, sono residente qui, pago le tasse qui e spero, il più tardi possibile, di morire qui. Questo mi permette di continuare a investire e a battermi per le cose in cui credo: dalla tutela del territorio al contrasto a progetti che ritengo sbagliati. La bellezza è bellezza per tutti, in un refettorio come in un ristorante tre stelle Michelin”.

Lo chef Massimo Bottura e la sua firma per ridare luce al centro storico
Un “turismo straordinario e di altissimo livello”, così lo ha definito lo chef, che ha lanciato un appello per continuare a rendere vivo il patrimonio modenese: “L’enogastronomia è oggi uno dei principali motivi per cui si viene in Italia e Modena permette di scoprire che non è solo ‘fast cars’, ma anche ‘slow food’: il Parmigiano Reggiano, l’aceto Balsamico Tradizionale, il Lambrusco e la cucina degli chef che rappresentano il territorio in chiave contemporanea. Per mantenere vive le tradizioni bisogna portare il meglio del passato nel futuro. Il nostro territorio ha un patrimonio straordinario, ma dobbiamo continuare a reinterpretarlo e a renderlo vivo. Bisogna portare il meglio del passato nel futuro”.
E non si parla solo di cucina, ma di tutto ciò che rende unico il territorio, anche l’artigianato: “Penso, per esempio, alla bottega in corso Canalchiaro dove i ragazzi del Tortellante lavorano il cuoio e realizzano portachiavi a forma di tortellino: oggetti che rimangono nella memoria e nella quotidianità delle persone che arrivano da tutto il mondo. Questo è fondamentale”.
Lo chef invita a credere nel centro storico modenese: “Io ho iniziato in una zona veramente difficile di Modena”. Bottura ricorda così l’area di via Stella e via delle Rose, dove racconta di aver avviato un percorso di riqualificazione anche sul fronte della sicurezza: “Abbiamo stretto un accordo con carabinieri e polizia e iniziato a segnalare continuamente quello che accadeva. Poi abbiamo coinvolto i vicini, che hanno cominciato a collaborare quando hanno visto che stavamo facendo qualcosa di positivo anche per loro”.
Un’esperienza che, secondo lo chef stellato, dimostra come la presenza di attività e persone possa contribuire a cambiare la percezione e la vivibilità di una zona: “Quando porti la luce in un luogo difficile, quel luogo cambia. Quando c’è vita, la vita porta qualità per tutti. Lo stesso vale per il centro storico: creare attività significa creare un continuo via vai di persone. E quando una zona torna a essere vissuta, cambia anche la percezione del luogo”. E infine, “non dobbiamo rassegnarci – afferma – siamo il posto più bello del mondo. Dobbiamo continuare a prendercene cura, cercando un equilibrio tra residenti e attività, perché il turismo e la vitalità dei nostri centri devono crescere nel rispetto di chi quei luoghi li vive ogni giorno”.
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