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LA RICOSTRUZIONE. DELL’AGGRESSIONE


Pestato in testa e sulla schiena dopo una provocazione deliberata da parte di un minorenne. Insultato alle 23.30 con l’epiteto "tossico" e alle 4 aggredito da almeno cinque giovani. .

Nicola Musiani, aveva 54 anni. Viveva in un camper a Pinarella

Nicola Musiani, aveva 54 anni. Viveva in un camper a Pinarella

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Le prime schermaglie si palesano attorno alle 23.30 con un 17enne che gli si avvicina e, senza apparente motivo, lo provoca: "Tossico", gli urla il ragazzo facendo forse riferimento alla sua magrezza e ai suoi pregressi problemi personali. Si innesca un veemente litigio ma tutto sembra poi congelarsi lì. Il giovane, assieme ad alcuni amici, si reca in una vicina discoteca. Chissà: forse ballano, si divertono, bevono qualcosa, parlano dei problemi della loro generazione. Oppure continuano a rimuginare su quel 53enne là fuori con il quale uno di loro aveva discusso.

Di fatto qualche ora dopo, all’uscita dalla disco, il 17enne torna addosso a Musiani. Sono le 4 e stavolta a dare manforte al minorenne ci sono quattro amici tra i 19 e i 23 anni perlopiù scesi da una Fiat Punto: sono gli stessi fermati ieri dall’Arma. Il 17enne - prosegue l’accusa - si avvicina a Musiani: lo insulta, lo provoca, lo sfida. Dall’auto intanto scendono tre giovani. È l’inizio di un massacro: uno raccoglie sassi da terra e inizia scagliarli contro Musiani. Un altro piglia una bici dal parcheggio e la scaraventa contro il 53enne; mentre un altro ancora gli sferra un gran calcio al costato. Musiani vacilla, è comprensibilmente terrorizzato: cerca di scappare verso la rotonda di via Caduti per la Libertà. Ma è tutto inutile. I ragazzi iniziano a inseguirlo e sono molto più veloci di lui: alla caccia al 53enne si unisce anche il quarto dei fermati. Lo raggiungono in breve, lo scaraventano a terra e iniziano a picchiarlo, tutti assieme anche se con ruoli differenti: calci e pugni che raggiungono Musiani sulla schiena e sulla testa (l’autopsia accerterà che la morte è arrivata per choc emorragico cerebrale).

Poi uno degli aggressori con una bottiglia di vodka - non è chiaro se pescata alla bisogna da uno bidoni della spazzatura o se portata dalla discoteca - lo colpisce in testa: è il tracollo definitivo: Musiani barcolla, non ha più forze, nuovamente vacilla sulle gambe, fa qualche passo ancora e va a rannicchiarsi sullo pneumatico di un camion in sosta, là dove verrà trovato più tardi da una pattuglia del Radiomobile rivierasco allertata per i danni arrecati al camper parcheggiato vicino a quello del 53enne.

I giovani invece si allontanano in auto. Due di loro - come rilevato dai carabinieri del nucleo Investigativo ravennate - alla notizia del decesso del 53enne (dichiarato il 22 luglio dall’apposita commissione medica dell’ospedale ’Bufalini’ di Cesena) lasciano l’Italia per rifugiarsi in Marocco. Si tratta di Oussama e Conor: i loro cellulari riagganciano celle italiane giovedì scorso. Anche per Houssam dal 30 luglio gli inquirenti rilevano un disacoppiamento con le celle telefoniche italiane. Uguale a delineato pericolo di fuga, presupposto per il pm Scorza per potere applicare il fermo di indiziato di delitto.

Andrea Colombari

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