Svolta storica per la beatificazione di Lucia Solidoro. Dopo il parere favorevole della Conferenza episcopale pugliese (a dicembre scorso), anche il Dicastero delle Cause dei Santi (retto dal cardinale salentino Marcello Semeraro) ha concesso il nulla osta all'apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della “santina” di Gallipoli.
Il Dicastero del Vaticano ha infatti comunicato che non vi è alcun impedimento sulla procedura avviata per la Serva di Dio Lucia Solidoro. A darne l'annuncio è stato Monsignor Piero De Santis, parroco e presidente del Comitato pro Lucia Solidoro, che ha accolto con “commozione e gratitudine” il decreto arrivato da Roma.
Un atto fondamentale, che di fatto sblocca l'iter canonico e riconosce la fama di santità che da quasi un secolo accompagna la figura della giovane gallipolina, tornata alla Casa del Padre nell'anno del Signore 1933, a soli 23 anni. Nata a Gallipoli il 10 febbraio 1910 in una famiglia umile - padre pescatore e madre sarta - Lucia Solidoro visse la sua breve esistenza all'ombra della parrocchia di San Francesco d'Assisi. Terziaria francescana, catechista, voce del coro parrocchiale, era conosciuta da tutti come la “santina di Gallipoli” per la sua condotta esemplare, l'umiltà, il sorriso sempre sulle labbra e la carità instancabile verso poveri e ammalati. Una fede robusta e genuina, vissuta nel silenzio del quotidiano, fatta di lunghe preghiere in ginocchio, digiuni e penitenze nascoste, che solo dopo la morte emersero in tutta la loro radicalità. Colpita dalla tisi, in un Giovedì Santo, offrì la sua sofferenza a Cristo senza mai lamentarsi, con gioia, come testimoniano i suoi scritti e le lettere al padre confessore. Ora, con il Nulla osta del Vaticano, si entra nel vivo della sua beatificazione. «Nel prossimo mese di ottobre - annuncia Monsignor De Santis, si darà ufficialmente il via all'iter canonico con la costituzione del Tribunale Ecclesiastico».
Sarà proprio il Tribunale ad avere il delicato compito di raccogliere le prove, i documenti, le testimonianze sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità della Serva di Dio. E fu il compianto Don Gigi De Rosa nel 2024 a raccogliere le firme e la documentazione riguardante i “segni” e le grazie che documentano ancora oggi la presenza di Lucia Solidoro.
Le sottoscrizioni arrivarono da diverse parti d’Italia e dal mondo, persino dal sud America, mentre tantissime sono state le persone che hanno testimoniato di aver chiesto una grazia alla Santina di Gallipoli e di averla ricevuta. Scritti e testimonianze provengono da Gallipoli e da paesi vicini e lontani: Felline, Aradeo, Tuglie, Taurisano, Lecce, Nardò, Sanarica, Bari, Taranto, Pescara; dalle regioni Piemonte, Marche, Lazio, Sicilia, Lucania, Abruzzo. Intanto, proprio in ottobre verrà ufficialmente intitolata una via alla memoria di Lucia Solidoro e sarà scoperta una targa commemorativa sulla facciata della sua casa natale, in via Briganti 20.
Un duplice segno per restituire alla comunità un luogo fisico della memoria e per far conoscere alle nuove generazioni l'esempio di una concittadina che ha saputo incarnare il Vangelo nella normalità. «L’esempio di Lucia, che ha saputo vivere il Vangelo nel silenzio e nella fedeltà della vita laicale, sia per tutti noi uno stimolo a cercare la santità nel quotidiano», dice Monsignor De Santis.
Per Gallipoli e per l'intera Diocesi di Nardò-Gallipoli si apre così un cammino nuovo, un tempo di grazia e di memoria grata per un dono che ritorna a parlare al presente.