
Cerimonia di proclamazione dei dottorandi dell'Università di Bologna

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Bologna, 30 settembre 2026 — L’Alma Mater sale ancora. E lo fa in una classifica internazionale dove ogni posizione conquistata racconta un passo avanti. L’Università di Bologna è prima tra gli atenei italiani per il settimo anno consecutivo e guadagna 19 posizioni nel World University Rankings 2027 di Times Higher Education, passando dal 130° al 111° posto mondiale.

Il rettore Giovanni Molari
Per Bologna è soprattutto quest’ultimo dato a segnare la novità. Il primato nazionale è ormai una conferma: da sette anni l’Alma Mater guarda tutti gli altri atenei italiani dall’alto della graduatoria. A livello internazionale, invece, il salto è evidente e arriva nonostante una classifica che quest’anno comprende un numero maggiore di università.

L'Unibo prima tra gli Atenei italiani secondo il Times Higher Education
Sono 2.297 gli atenei inseriti nell’edizione 2027 del ranking Times Higher Education, contro i 2.191 dello scorso anno. Sono quindi 106 istituzioni in più. In questo contesto, l’Università di Bologna non solo mantiene il primo posto in Italia, ma riesce a migliorare il proprio piazzamento mondiale di 19 posizioni. Il risultato assume un peso ancora maggiore se rapportato al numero complessivo degli atenei presenti nel mondo, stimati in circa 26 mila. L’Alma Mater si trova infatti nell’1% dei migliori atenei a livello globale secondo questa graduatoria. Dietro il numero 111 c'è una valutazione che tiene insieme aspetti diversi della vita universitaria: dalla ricerca alla didattica, dalla reputazione accademica alla capacità di costruire relazioni internazionali. È un quadro che fotografa quindi non soltanto i risultati scientifici, ma anche la dimensione complessiva di un’università sempre più proiettata fuori dai confini italiani.
"La conferma del primo posto in Italia per il settimo anno consecutivo e il miglioramento della posizione nella classifica mondiale sono un riconoscimento importante per l’Università di Bologna — commenta il rettore Giovanni Molari —. Un risultato che valorizza l’impegno e la qualità del lavoro della nostra comunità, in un contesto internazionale sempre più ampio e competitivo. La crescita di 19 posizioni testimonia il percorso di sviluppo dell’Alma Mater e ci incoraggia a proseguire nel rafforzamento della qualità della ricerca, della didattica e della nostra dimensione internazionale”. Il World University Rankings di Times Higher Education prende in considerazione 18 indicatori, raggruppati in cinque aree: didattica, ambiente della ricerca, qualità della ricerca, internazionalizzazione e rapporti con l’industria. La classifica mette insieme i dati forniti direttamente dagli atenei con quelli raccolti attraverso un’indagine internazionale sulla reputazione accademica.
A questi si aggiunge l’analisi della produzione scientifica e delle citazioni delle pubblicazioni presenti nella banca dati Scopus di Elsevier. È dalla combinazione di questi elementi che nasce il piazzamento finale dell’Alma Mater. E per Bologna il risultato dell’edizione 2027 ha due facce: da una parte la conferma del primato italiano, dall’altra una crescita significativa nel confronto internazionale. Il 111° posto porta così l’Università di Bologna più avanti rispetto allo scorso anno e consolida la presenza dell’Alma Mater tra i grandi atenei internazionali. Un dato che si lega anche alla storia della città, da sempre strettamente intrecciata a quella della sua università, ma che oggi misura soprattutto la capacità dell’ateneo di competere su ricerca, formazione e collaborazioni in un contesto accademico sempre più globale.
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