Reggio Emilia, 24 agosto 2026 – Né amici, né viaggi, né mare, montagna, mete turistiche.
Ha trascorso le sue vacanze come volontaria nella struttura estiva dell’Opera don Guanella a Passoscuro, località marittima nei pressi di Fiumicino, al servizio di persone con disabilità.
La reggiana Minerva Panarari, 23 anni – studentessa-lavoratrice del terzo anno del corso di laurea in ’Scienze per la pace, cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti’ dell’Università di Pisa – ha scelto di trascorrere per gli altri la ‘Settimana del Volontario’, trattenendosi anche una seconda settimana.
Lì, tra le persone in difficoltà, ha festeggiato il suo compleanno, il 12 agosto, e il Ferragosto.
Panarari ha vissuto un’intensa esperienza con ragazzi, operatori e altri volontari.
Appena tornata, racconta con entusiasmo: “Mi sono trovata molto bene, sarei rimasta di più, ma dovevo tornare a studiare. Mi sono iscritta per fare il servizio civile con la Asci don Guanella, che collabora con l’Opera don Guanella e il Centro di riabilitazione San Giuseppe a Roma che – spiega – è uno spazio di accoglienza e inclusione che valorizza persone affette da disturbi del neurosviluppo, riconoscendone unicità, creatività e potenzialità”.
L’Opera don Guanella e il Centro di riabilitazione San Giuseppe operano e si impegnano nell’educazione e nella formazione delle persone con disabilità. Con l’Asci don Guanella, Panarari partirà per il servizio civile di un anno in Ghana.
Ma com’è andata con gli ospiti di Passoscuro? “L’ente mi ha proposto di partecipare alle attività estive in Italia. La prima settimana era dedicata ai volontari e alla riflessione sull’esperienza. Abbiamo fatto progetti con i ragazzi e su come ci sentiamo noi, soprattutto, per riflettere sul lavoro con la disabilità. Poi ne abbiamo realizzati altri seguiti da una psicoterapeuta e dei workshop: un lavoro di convivenza, ritrovare se stessi nella relazione con gli altri”. La seconda settimana è stata interamente dedicata alla quotidianità. “Seguivamo tutta la loro giornata, si partiva con la sveglia alle 7.30 poi c’era un momento di ritrovo tra noi volontari e chi lavora lì. Dopo si iniziava con le proposte di animazione, trascorrendo la mattina in spiaggia, fino alle 12. Le proposte si adattavano alle possibilità dei ragazzi”, continua Panarari.
“Facevamo animazione in spiaggia per chi non entrava in acqua, con chi poteva si giocava in modo non ripetitivo. Gli animatori contribuivano a organizzare le iniziative e gli svaghi. Dopo il pranzo, alle 16, riprendevano le attività in piscina con partite di pallavolo, giochi o si ballava con la musica. Seguiva la messa e la cena, la sera era dedicata ad altri momenti di svago, come show, quiz o il cinema”.
Panarari parla con soddisfazione dell’impegno profuso: “È stata una bellissima esperienza, la struttura è un luogo di pace e di accoglienza”.
Un’altra tappa del percorso iniziato l’autunno scorso con un’esperienza di volontariato internazionale in Ghana, da cui è scaturita la scelta del servizio civile: “Ho trovato il progetto di servizio civile, mi sono iscritta, ho fatto il colloquio a Como e alla fine sono stata presa”.