
La riunione del Cposp tenutasi. in Prefettura. Sotto, un’immagine di repertorio

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di Ramona Daviddi
La sicurezza tra i banchi e nelle aree frequentate dai giovani torna a essere la priorità assoluta per la provincia di Reggio Emilia, dove il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha tracciato una linea di tolleranza zero contro il degrado e la microcriminalità, con l’utilizzo di unità cinofile e metal detector negli istituti reggiani. Per fare il punto sulle strategie da adottare, si è tenuto ieri il summit, presieduto dal prefetto, Salvatore Angieri. All’incontro hanno preso parte i massimi vertici istituzionali e delle forze dell’ordine del territorio.
Nel corso della riunione al Palazzo del Governo, il prefetto ha richiamato l’attenzione sull’importanza di mantenere "elevati i livelli di vigilanza e prevenzione nelle aree frequentate dai giovani, con particolare riferimento agli istituti scolastici e ai luoghi di aggregazione connessi alle attività didattiche", spiega il viceprefetto Nino Stefano Gabriele Musolino. Proprio in occasione della ripartenza delle lezioni, l’attenzione dello Stato e delle amministrazioni locali si fa quindi ancora più stringente.
Il piano d’azione definito dal comitato prevede interventi mirati e capillari sul campo.
"In occasione della riapertura dell’anno scolastico – continua Musolino – si è stabilito che verrà disposta un’intensificazione dei servizi di controllo del territorio, anche mediante l’impiego di unità cinofile e l’effettuazione di verifiche mirate nelle zone limitrofe agli istituti scolastici, con particolare attenzione alle fermate degli autobus e agli altri punti maggiormente frequentati dagli studenti. Saranno inoltre previsti specifici servizi di controllo con l’utilizzo di metal detector". L’obiettivo di questa imponente mobilitazione non lascia spazio a interpretazioni: "Le attività programmate sono finalizzate a prevenire e contrastare fenomeni di criminalità giovanile, il porto abusivo di armi o di oggetti atti ad offendere, nonché lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti" precisa il viceprefetto.
La misura, evidentemente, è stata studiata in relazione anche ai fatti di cronaca che sempre più spesso interessano il mondo scolastico e l’uso di armi all’interno degli istituti. L’ultimo, di pochi giorni fa, ha interessato il liceo Ariosto della vicina Ferrara: un 22enne ferrarese, esterno alla scuola, si è introdotto abusivamente nell’edificio portando con sé un coltello da cucina con una lama di oltre 15 centimetri. Nei bagni ha bloccato un alunno di 15 anni cercando di colpirlo all’addome e al torace, lo studente è riuscito a difendersi, bloccando i fendenti a mani nude. Ha riportato tagli alle mani e ferite superficiali al torace, venendo poi medicato e dimesso dall’ospedale Sant’Anna di Cona. L’aggressore si è dato alla fuga lasciando l’arma a terra ed è stato rintracciato poco dopo dai carabinieri.
A conclusione dell’incontro "il prefetto ha sottolineato come l’attenzione delle forze di polizia su tali fenomeni debba rimanere costantemente alta, evidenziando la necessità di proseguire nell’azione di prevenzione e di controllo a tutela della sicurezza dei giovani e della comunità scolastica, anche attraverso un efficace presidio del territorio e una stretta collaborazione con le istituzioni interessate", allo scopo di "garantire un ambiente sicuro per gli studenti e di promuovere una cultura della legalità, intervenendo tempestivamente per prevenire situazioni di rischio e consolidare il senso di sicurezza nei contesti frequentati dalle nuove generazioni".
Un vertice cruciale per il territorio, inserito in un panorama nazionale in cui la prevenzione di episodi criminali o violenti rappresenta la chiave di volta per costruire il benessere e il futuro dei giovani, affinché la legalità torni a essere percepita come patrimonio condiviso da custodire giorno dopo giorno.
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