La crisi migratoria di Ceuta si trasforma in uno scontro diplomatico tra Italia e Spagna e finisce per coinvolgere direttamente migliaia di persone in viaggio nel pieno delle vacanze estive. Il governo di Pedro Sánchez ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne per chi arriva dall'Italia, rispondendo così alle verifiche introdotte da Roma per i passeggeri provenienti dalla Spagna dopo il massiccio ingresso di migranti nell'exclave spagnola di Ceuta.
La misura spagnola è entrata in vigore alla mezzanotte di sabato 8 agosto e interessa i collegamenti aerei e marittimi dall'Italia. I controlli vengono quindi effettuati nei porti e negli aeroporti e non riguardano soltanto i cittadini italiani, ma più in generale i viaggiatori provenienti dal nostro Paese.
Le verifiche saranno effettuate a campione. Le autorità potranno controllare l'identità dei passeggeri, il passaporto o il documento di viaggio e la nazionalità. Per i cittadini di Paesi extra Ue potranno essere verificati anche il visto e il permesso di soggiorno. Per chi parte verso la Spagna questo significa soprattutto la possibilità di dover affrontare controlli aggiuntivi e, di conseguenza, tempi più lunghi negli aeroporti e nei porti.
La misura resterà in vigore fino alle 00:00 del 7 settembre 2026, anche se Madrid si è riservata la possibilità di modificarne la durata qualora cambiassero le circostanze che ne hanno determinato l'introduzione.
Il ministero dell'Interno spagnolo ha giustificato formalmente il provvedimento con la "persistente pressione migratoria irregolare" che interessa l'Italia. La decisione è però chiaramente collegata allo scontro aperto con Roma sulle conseguenze della crisi di Ceuta e arriva come risposta alle misure italiane.
| Anno | Italia - arrivi irregolari | Italia - rimpatri effettivi | Spagna - arrivi irregolari | Spagna - rimpatri effettivi |
| 2021 | 67.477 | 975 | 41.945 | 4.755 |
| 2022 | 105.131 | 2.790 | 31.219 | 3.335 |
| 2023 | 157.651 | 3.275 | 56.852 | 5.995 |
| 2024 | 66.617 | 4.480 | 63.970 | 6.105 |
| 2025 | 66.296 | 4.780 | 36.775 | 5.705 |
| Totale 2021-2025 | 463.172 | 16.300 | 230.761 | 25.895 |
L'Italia aveva infatti reintrodotto dal 1° agosto i controlli per i passeggeri di Paesi terzi provenienti dalla Spagna attraverso porti e aeroporti, temendo che parte delle persone entrate irregolarmente a Ceuta potesse successivamente spostarsi verso altri Paesi europei. Il governo Meloni ha fatto sapere che non intende riesaminare il provvedimento almeno fino al 15 agosto, data indicata sui social come possibile momento di un nuovo tentativo di ingresso di massa nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla.
Prima di introdurre le contromisure, il governo Sánchez aveva chiesto all'Italia di eliminare i controlli, concedendo a Roma un termine fino a domenica 9 agosto. In caso contrario, aveva avvertito Madrid, la Spagna avrebbe adottato misure "proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei propri cittadini".
Sanchez aveva affermato che "nessuno dei migranti entrati illegalmente a Ceuta la scorsa settimana poteva o può entrare liberamente nell'area Schengen, poiché la città autonoma di Ceuta gode di un regime speciale al suo interno. E che quasi tutti sono già rientrati in Marocco". Aveva inoltre accusato l'Italia di non conformarsi dal 2022 al Regolamento di Dublino “generando un ulteriore onere di pressione migratoria sugli altri Stati membri” per via della decisione di Roma si sospendere l'accoglienza della quasi totalità dei richiedenti asilo che gli altri Paesi europei avrebbero dovuto trasferire sul territorio italiano.
"La Spagna non ha mai imposto controlli all'Italia. Anzi, ha sempre dimostrato solidarietà nei confronti dell'Italia, accogliendo alcuni dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023 e aprendo regolarmente i suoi porti ai migranti soccorsi lungo la rotta del Mediterraneo centrale".
Pedro Sanchez
La risposta di Palazzo Chigi è arrivata senza aperture: "L'Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall'estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere". Il governo ha ribadito di non voler rivedere la decisione almeno fino al 15 agosto e di essere disposto a farlo soltanto quando riterrà venuti meno i rischi legati a nuovi movimenti migratori irregolari e alla sicurezza.
Madrid non ha quindi aspettato la scadenza indicata inizialmente e ha deciso di applicare immediatamente la sua risposta: controlli sui viaggiatori provenienti dall'Italia dall'8 agosto al 7 settembre. Una misura che rende evidente quanto il confronto politico tra Giorgia Meloni e Pedro Sánchez abbia ormai conseguenze concrete anche per chi deve semplicemente prendere un aereo o una nave tra i due Paesi.
Non esattamente. Parlare di "sospensione di Schengen" permette di sintetizzare politicamente quanto sta accadendo, ma dal punto di vista tecnico Italia e Spagna hanno reintrodotto temporaneamente i controlli alle frontiere interne. Il “Codice frontiere Schengen” consente agli Stati di farlo, in determinate circostanze, per ragioni di ordine pubblico o sicurezza interna.
La conseguenza per i viaggiatori è comunque molto concreta: la libera circolazione tra Italia e Spagna continua, ma non significa più necessariamente attraversare la frontiera senza essere controllati. Chi parte deve quindi avere con sé i documenti necessari e considerare la possibilità di tempi di attesa maggiori ai controlli.