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La storica azienda di Lissone Brugola compie cent’anni, e per “festeggiarla” i dipendenti scioperano


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Al centro della vertenza condizioni di lavoro (temperature elevate e fumi inadeguati) giudicate insostenibili, premi, straordinari e sicurezza

I sindacati chiedono che il titolare si occupi direttamente dei problemi

I sindacati chiedono che il titolare si occupi direttamente dei problemi

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Lissone (Monza e Brianza), 18 settembre 2026 – La Brugola festeggia cento anni, i lavoratori scioperano. Oggi gli stabilimenti di Lissone e Desio si fermeranno per otto ore a turno. Rsu, Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno proclamato la mobilitazione chiedendo risposte “su sicurezza, premi di risultato, straordinari e condizioni di lavoro”. Una protesta che arriva proprio mentre l’azienda annuncia il rilancio delle attività e nuovi investimenti nei siti italiani e che, secondo i sindacati, “mette in evidenza problemi ancora aperti nei reparti”. 

Condizioni di lavoro 

Al centro della vicenda ci sono innanzitutto le condizioni di lavoro. I metameccanici denunciano “temperature elevate, fumi inadeguati, guasti alle docce e ai servizi e problemi di igiene nelle aree mensa. Questioni già segnalate – sostengono Fim e Fiom – nel corso dell’ultimo anno e sulle quali non sono ancora arrivate soluzioni strutturali”. La vertenza riguarda anche il salario. Le tute blu contestano “il mancato pagamento di una parte dei premi di risultato e l’erogazione di bonus decisi unilateralmente dal Gruppo, senza criteri che tengano conto di anzianità e professionalità”. Mentre è ancora aperta “la trattativa per il ripristino degli accordi sindacali e delle prassi aziendali disdettati in precedenza”. 

Fra i problemi denunciati, guasti alle docce e anche nei servizi igienici (immagine di repertorio)

Fra i problemi denunciati, guasti alle docce e anche nei servizi igienici (immagine di repertorio)

Investimenti e aspettative 

Sul fronte dei rapporti interni, le sigle parlano “di una forte pressione sui dipendenti e di contestazioni disciplinari legate ai livelli di produttività e, in alcuni casi, anche alla partecipazione allo sciopero proclamato sugli straordinari”. È proprio nell’anno del centenario che la tensione sale. Gli annunci del presidente Jody Brugola sugli investimenti negli stabilimenti italiani hanno alimentato le aspettative dei lavoratori. Ma, secondo i sindacati, “alla prospettiva di crescita deve corrispondere un intervento concreto sulle condizioni quotidiane di lavoro”. 

"Non chiediamo privilegi” 

“È importante che il titolare si occupi direttamente delle problematiche che stiamo segnalando da anni – sottolinea Francesca Melagrana della Fim Cisl –. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, confronto e risposte concrete a questioni sollevate da tempo”. La richiesta è duplice: “Interventi tempestivi sulla salute e sicurezza e una ripresa del confronto sindacale”.

Nella trattativa, Fim e Fiom puntano “su un sistema premiante che riconosca professionalità, anzianità e impegno”.

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