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La studentessa 17enne vittima del prof moelsto: «Mi toccava e io avevo paura di andare a scuola. Non riuscivo a entrare, ho accumulato 70 giorni di ritardi»


CONEGLIANO Non si sentiva più sicura nell’andare a scuola. Quello che aveva sempre visto come un rifugio protetto, un luogo nel quale poteva sentirsi tranquilla e tutelata, all’improvviso, era diventato, per lei, il peggiore degli incubi. Tanto che aveva iniziato ad arrivare tardi a lezione, accumulando oltre una settantina di ritardi, pur di mettere piede il meno possibile in quel posto che, per lei, si era lentamente trasformato in una prigione. «Non mi sentivo più al sicuro». Se n’erano accorti anche i suoi compagni di certi atteggiamenti. Comportamenti - hanno sostenuto in aula - non appropriati per un insegnante nei confronti della propria alunna. Tanto che alla fine la giovane, che all’epoca aveva solo 17 anni, ha preso coraggio e ha scelto di non stare in silenzio. Di parlare. Così si è confidata con la docente di riferimento della sua classe: «Il mio prof mi tocca». E lei, a sua volta, si è poi rivolta alla preside. Poi è arrivata la denuncia. Successivamente, l’apertura del processo penale.

A finire alla sbarra, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti della studentessa (costituitasi parte civile con l’avvocato Alessandra Rech), è finito un insegnante di un istituto di Conegliano (difeso dagli avvocati Alvise Tommaseo Ponzetta e Roberto Miotto). Ciò che la Procura contestava al docente erano tre episodi di molestie nei confronti dell’allieva, in tre diverse occasioni, tra ottobre e dicembre 2021. Prima una mano sul fianco che sarebbe stata fatta poi scivolare fino alla natica. Poi sempre una mano ma che questa volta sarebbe stata infilata sotto la maglietta della ragazza e poi fatta scivolare lungo la schiena. E infine, in un’ultima occasione, in un teatro, il prof sarebbe arrivato a toccarle la coscia. Per uno di questi tre episodi di cui era accusato, il professore è stato condannato nelle settimane scorse dal collegio del tribunale di Treviso, dopo una lunga camera di consiglio, a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa). Per gli altri due, invece, è stato assolto. La decisione, di primo grado, è comunque appellabile.

Molestie a una studentessa 17enne: prof condannato a un anno e quattro mesi. La denuncia: «Mi ha infilato le mani nella maglietta e toccato»

Le pene accessorie

La sentenza ha stabilito nei confronti dell’insegnante anche tutta una serie di pene accessorie, previste in casi come questo dall’articolo 609 nonies del codice penale, che vanno dalla perdita della responsabilità genitoriale all'interdizione dai pubblici uffici, se la sentenza dovesse diventare definitiva. Ad esempio, il docente non potrebbe più lavorare nelle scuole o a contatto con minori. Questo, come detto, solo nel caso in cui il verdetto passasse in giudicato. Nel frattempo, l’insegnante è stato oggetto anche di un provvedimento di censura da parte dell’ufficio scolastico. Lui, in aula, ha respinto gli addebiti sostenendo sostanzialmente che tutto faceva parte del suo modo di fare, volto a coinvolgere gli alunni nelle lezioni. Diversamente hanno raccontato invece, davanti al collegio, alcuni compagni della giovane: «Con noi maschi non si comportava così».

Quello che resta è la sensazione di paura e di enorme sconforto che la 17enne (oggi 22enne) ha raccontato di aver vissuto all’epoca. Oggi è sollevata dalla sentenza. Ma la profonda inquietudine, il senso di insicurezza vissuto all’epoca, nell’andare ogni giorno a scuola e dover affrontare quello che per lei era un vero e proprio incubo, quella difficilmente riuscirà a scrollarsela di dosso.