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La svolta di Sorrento: «Più spiagge libere». I grandi hotel frenano


Più spiagge libere, ma scoppia la grana delle concessioni degli hotel. Ieri mattina nella sala Tasso del Comune di Sorrento si è tenuto il confronto pubblico sul Piano di utilizzazione del Demanio marittimo (Pad), strumento licenziato nei giorni scorsi dalla giunta ed ora oggetto delle osservazioni di cittadini e associazioni di categoria. Scaduto il termine di sessanta giorni per le proposte il provvedimento sarà sottoposto al consiglio comunale e poi trasmesso alla Regione.

Proprio Palazzo Santa Lucia, attraverso il Piano di utilizzazione delle aree Demaniali marittime (Puad), ha dettato le linee guida per i Pad dei comuni. Ed a Sorrento l’operazione si è dimostrata estremamente complessa come emerso nel corso dell’affollato confronto al quale hanno preso parte il sindaco Corrado Fattorusso, l’assessore al Demanio, Ivan Gargiulo, il presidente del consiglio comunale, Raffaele Attardi, la dirigente del terzo dipartimento, Genoveffa Acampora ed il progettista, Aniello de Martino. È stato quest’ultimo a tracciare i contenuti del Piano, rivendicando, il superamento della quota di spiagge libere imposta dal Puad pari almeno al 30%. «Abbiamo suddiviso il litorale in sei ambiti per un totale di poco più di 10mila metri lineari di costa formata da arenili, scogliere, tavolati e roccia - spiega il tecnico -. La parte utile alla balneazione è di 2.779 metri: 1.924 saranno in concessione e 855 liberi, pari al 31%. Limitando l'analisi alle sole spiagge la gratuita fruizione arriva al 73%». «Abbiamo fatto una scelta coraggiosa - puntualizza il sindaco Fattorusso -. Tutti gli arenili, compresi quelli attualmente in concessione, e i tratti di costa confinanti con aree pubbliche saranno liberamente accessibili con destinazione a spiagge libere attrezzate».

Le gare

Spazi dove il concessionario, su richiesta del bagnante, posizionerà le attrezzature da mare, rispettando le tariffe comunali. Saranno garantiti la pulizia e il servizio di salvamento. «Così - interviene l’assessore Gargiulo - abbiamo voluto assicurare l’accesso al mare a costi contenuti a più persone possibile, mentre i tavolati e le scogliere saranno ancora in concessione agli stabilimenti come avvenuto finora». Aree, queste ultime, che saranno assegnate con gare pubbliche come prevede la direttiva europea Bolkestein.

Nonostante ciò gli attuali operatori non sono preoccupati. «Il Pad può rappresentare un’importante opportunità per definire una nuova strategia di gestione e valorizzazione del demanio marittimo di Sorrento - sottolinea Francesco Leonelli dell’omonimo lido -. Uno strumento che aspettavamo da anni, che va approvato in modo consapevole e valutando bene quelle che saranno le ripercussioni future. Apprezzo il coinvolgimento richiesto dall’amministrazione che ha più volte auspicato una interlocuzione con le associazioni di categoria e con chiunque ne avesse interesse, dando la possibilità di produrre osservazioni».

Gli alberghi

Chi si prepara a chiedere correttivi sono gli albergatori. Il Pad, infatti, recependo le direttive del Puad, stabilisce che per le aree demaniali raggiungibili esclusivamente attraverso strutture turistico-ricettive, eventuali concessioni saranno possibili solo garantendo, con adeguati strumenti giuridici, l’accesso pubblico alla struttura e alla battigia. In sostanza si dovrà assicurare il passaggio attraverso l’albergo per arrivare al mare. Considerato che parliamo di hotel a 4 e 5 stelle, con clientela selezionata, non tutti sono disposti a far attraversare hall e corridoi degli alberghi. «Abbiamo affidato le valutazioni sul Piano ai nostri consulenti - mette in chiaro Costanzo Iaccarino, presidente Federalberghi Penisola Sorrentina -. In base ai loro rilievi presenteremo le osservazioni».

Sulla vicenda interviene anche il senatore Orfeo Mazzella, presente al dibattito, il quale ritiene che «garantire l’accesso pubblico alle spiagge di hotel di eccellenza che richiedono un certo dress code è un vulnus», annunciando «un intervento presso la Regione per sanarlo». D’altronde il problema riguarda anche la costiera amalfitana e l’isola di Capri.

A Sorrento il Pad prevede il ripristino del collegamento tra la Regina Giovanna e La Solara e la realizzazione di un percorso tra Marina Grande e Marina Piccola. C’è poi la questione Pignatella, oggetto di un’ordinanza di interdizione, mentre si rende necessario il ripascimento dell’arenile della Riviera Massa oggi ridotto ad una striscia di sabbia a causa dell’erosione.