okayduckyachtclub.xyz

La tragedia del Nepal. Identificati i due italiani


Il bilancio è fatto di numeri impietosi, crudeli. E di persone, uomini e donne, vite stroncate dall'improvvisa ondata di piena tra Nepal e Tibet. Sono 676 i morti, oltre 2.300 i feriti, circa 3mila i dispersi, tra loro tre turisti italiani, il gioielliere 50enne di Rapallo Marco Ratto e i coniugi Patrizia Marziale e Luca Barachini, lui italiano, lei italo-svizzera, entrambi 52enni, anche loro inseriti nella lista degli stranieri di cui si sono perse le tracce dopo l'alluvione che ha messo in ginocchio il paese (187 gli stranieri salvati, 420 irraggiungibili). La Cina conta altri 7 morti e 554 dispersi.

La coppia di italiani, residente a Lugano, nel sud della Svizzera, aveva intrapreso un viaggio di 12 tappe da Lhasa a Kathmandu, ogni volta che potevano si concedevano evasioni in posti lontani e suggestivi, proprio due giorni prima del disastro lei aveva scritto sui social: «Chiedimi se sono felice. Sì. Perché ho imparato che la felicità non ha bisogno di grandi cose. È in un sorriso sincero, in un abbraccio che arriva al momento giusto, in uno sguardo che parla senza bisogno di parole. La felicità, in fondo, è fatta di piccoli istanti... quelli che diventano ricordi e restano nel cuore». I familiari hanno riferito preoccupati che la coppia in base all'itinerario stabilito doveva trovarsi proprio nell'area al confine tra Nepal e Tibet dove è avvenuto il flash flood. Barachini è director consumer & digital presso Deloitte, multinazionale di consulenza e revisione contabile, con un'esperienza pluridecennale nei settori della transizione digitale e dell'e-commerce, la moglie Patrizia Marziale è una giocatrice di hockey e madre di Enrico, un musicista e produttore affermato.

La situazione

Intanto spessi strati di fango rendono complicati i soccorsi dell persone intrappolate nei tunnel di montagna da parte dell'esercito del Nepal. Il portavoce delle forze armate Raja Ram Basnet ha spiegato che il fango rende difficile atterrare e decollare per i 14 elicotteri. I soccorritori sono riusciti a farsi strada fino a un tunnel del progetto idroelettrico Trishuli-3A, nel distretto di Rasuwa, dove sono intrappolati oltre 100 lavoratori e hanno iniziato a pompare aria e introdotto una telecamera, alimentando le speranze di raggiungerli. Dei quasi 3mila dispersi, 933 sono lavoratori di progetti idroelettrici. «Il Nepal ha bisogno di assistenza straniera per il salvataggio delle persone nei tunnel, nonché per l'identificazione e la conservazione dei corpi», l'allarme del ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal. Già arrivati i primi tecnici specializzati dalla Cina, anche una squadra indiana di 11 membri è sul posto.

Le emergenze

Altra emergenza, i centinaia di corpi recuperati a valle dopo essere rimasti a lungo nell'acqua, che rischiano una rapida decomposizione. Un problema enorme per il loro riconoscimento. Il ministro degli Esteri ha spiegato che il Nepal dispone di capacità sanitarie e forensi limitate e ha chiesto frigoriferi, anche attraverso l'impiego di camion refrigerati, oltre a competenze per i test del Dna, per identificare le vittime e restituirle alle famiglie. Gli obitori sono stracolmi e c'è il pericolo epidemie, manca la corrente anzi proprio alloggi, tutto è distrutto. E si temono nuovi crolli e piene. Secondo la Croce Rossa, fino a 93.000 persone potrebbero essere state colpite dalla catastrofe. Mentre si continua a scavare tra i detriti per trovare chi potrebbe essere in vita, lunghe file di sopravvissuti accerchiano gli ospedali in cerca di cerca dei familiari, Kathmandu comincia già a misurare ciò che resta da ricostruire. Il ministro delle Finanze Swarnim Wagle ha stimato in 4-5 miliardi di dollari il costo, una prima cifra destinata a essere aggiornata con il completamento della valutazione dei danni. Papa Leone XIV ha inviato un sostegno economico per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Il Canada ha annunciato 5 milioni di dollari canadesi di aiuti umanitari, l'Unione europea ha promesso 2 milioni di euro. La Cina si prepara a fornire 30 ponti Bailey per contribuire al ripristino dei collegamenti nelle aree colpite.

© RIPRODUZIONE RISERVATA