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La trappola di Tucidide: l’ombra della storia nel rapporto tra Usa e Cina - L'Unione Sarda.it


Nella cronaca più stretta ci sono i nuovi scenari commerciali, i dazi, l'energia, l’intelligenza artificiale, Taiwan. Il faccia a faccia tra Donald Trump e Xi Jinping alla Casa Bianca ha acceso tutte le attenzioni sugli equilibri delicati della geopolitica mondiale. Dietro la stretta di mano tra i leader di Stati Uniti e Cina si nasconde, però, una questione antica e minacciosa: cosa accade quando una potenza in ascesa sfida quella dominante? Il presidente cinese da tempo fa filtrare uno dei concetti più discussi e pericolosi negli assetti dello scacchiere internazionale: la “trappola di Tucidide”. Metafora elaborata dallo statunitense Graham Allison, studioso delle dinamiche di guerra che si è ispirato alle parole pronunciate duemilacinquecento anni fa dal generale ateniese. L’espressione indica il rischio che la crescita di una nuova potenza negli equilibri mondiali consolidati generi in quella dominante diffidenza e sospetto destinati a trasformarsi in paura. Si delinea una spirale di competizione a tutto campo che, se non viene fermata, può sfociare in un conflitto militare.

Per capire la genesi della “trappola” bisogna tornare alla Grecia classica e alla guerra tra Atene e Sparta combattuta dal 431 al 404 avanti Cristo. A raccontarla fu proprio Tucidide, militare impegnato sul campo, ma soprattutto uno dei padri della storiografia politica. Nella sua opera “La guerra del Peloponneso” cercò di individuare la causa dello scontro totale che andasse oltre i singoli incidenti diplomatici. E individuò la genesi del conflitto nella rottura dell’equilibrio tra la crescita della potenza ateniese e il timore generato a Sparta. Atene ampliava le rotte commerciali, accumulava ricchezza, rafforzava la flotta. Sparta, potenza terrestre e pilastro dell’ordine esistente, vedeva quella crescita come una minaccia. L’ascesa dell’una e la paura dell’altra alimentarono così una spirale di sospetto, divisione e riarmo. Sino al conflitto finale, che portò alla vittoria di Sparta e alle ambizioni ridimensionate di Atene.

Nel XXI secolo questa riflessione è stata trasformata in una delle metafore più note della politica internazionale dallo studioso statunitense Graham Allison, docente di Harvard. Il politologo ha utilizzato l’espressione “Thucydides’s Trap” a partire dal 2012, rendendola celebre nel 2017 con il libro "Destined for War". Allison ha analizzato cinque secoli di storia, individuando 16 casi in cui una potenza emergente ha sfidato quella dominante. In 12 casi la competizione è sfociata in guerra (tra gli esempi più noti c’è la rivalità tra la Germania in ascesa e la Gran Bretagna alla vigilia della Prima guerra mondiale), mentre in quattro il conflitto è stato evitato (il caso più rappresentativo è la Guerra Fredda del secondo Novecento tra Stati Uniti e l’emergente Unione sovietica). La storia mostra quindi che una transizione di potere non conduce necessariamente allo scontro: altro esempio che va in questa direzione è quello a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con il progressivo passaggio della leadership globale dal Regno Unito agli Stati Uniti.

Oggi proprio gli Usa rappresentano la potenza che ha consolidato nel tempo il ruolo di guida nell’ordine internazionale. La Cina invece è una potenza economica, tecnologica e militare con la capacità di far saltare gli equilibri esistenti. La “trappola” si manifesta su diversi fronti: risorse energetiche, Taiwan, intelligenza artificiale, catene produttive e rotte commerciali. Contano anche le percezioni reciproche. Molte mosse considerate difensive da Washington sono lette in Cina come tentativi di ridimensionamento. Nello stesso modo l’espansione economica e militare di Pechino viene interpretata dall’altra parte del Pacifico come una sfida allo status quo. Il vertice alla Casa Bianca deve essere visto anche con questa lente, che va oltre gli accordi del momento.

La domanda è: le due potenze riusciranno a gestire una lunga competizione senza trasformarla in uno scontro aperto? La trappola di Tucidide non è una profezia né una legge immutabile. Ma di sicuro è un avvertimento: quando cambiano gli equilibri costituiti, paura e diffidenza possono diventare pericolose quanto gli interessi commerciali o di espansione. L'esistenza dei precedenti storici non significa rassegnarsi a ripeterli. Anzi: si possono riconoscere per tempo percorsi e meccanismi che vanno nella direzione dello scontro per provare a disinnescarli. Sarà la storia a raccontarci come andrà a finire. 

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