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La violenza diffusa fra i ragazzi e nelle scuole: oltre 4 studenti su 10 sono coinvolti nelle risse (e ci finiscono dentro anche gli insegnanti)


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La violenza diffusa fra i ragazzi e nelle scuole: oltre 4 studenti su 10 sono coinvolti nelle risse (e ci finiscono dentro anche gli insegnanti)

L’osservatorio Espad del Cnr che dagli anni Novanta monitora la situazione. Le risposte di 17mila studenti tra i 15 e i 19 anni: più episodi tra i minorenni. Crescono anche gli atti filmati con lo smartphone. Il focus sulla Lombardia

Nelle scuole violenze e bullismo sono endemici

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Milano, 28 luglio 2026 – “La violenza tra adolescenti non è un’eccezione, ma un’esperienza diffusa”. Emerge dall’ultimo studio Espad®Italia, promosso dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr: la primissima rilevazione è del 1995 e dal 1998 l’indagine si ripete ogni anno, permettendo di capire come cambiano i comportamenti degli adolescenti - e con essi - le generazioni. Sotto la lente oltre 17mila questionari, raccolti nelle scuole. Emerge così che il 43,4% degli studenti e delle studentesse tra i 15 e i 19 anni (oltre un milione) riferisce di aver agito o subito almeno un comportamento violento - dalle diffuse risse all’uso delle armi. E ad aumentare rispetto al periodo preCovid è la violenza contro gli insegnanti e quella vista e filmata con gli smartphone. 

Nel mirino delle violenze ci sono anche gli insegnanti

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I dati sotto la lente  

Guardando l’età, in tutti i comportamenti violenti rilevati sono più i minorenni coinvolti rispetto ai maggiorenni: dalla rissa (40,6% dei minorenni contro il 34,7% dei maggiorenni) al “colpire un insegnante“ (4,2% vs 2,7%); dalle risse di gruppo (13,4 vs 9,4%), all’uso di armi (4% vs 2) passando dall’utilizzo dello smartphone per filmare la violenza. Gli atti violenti sono più diffusi tra i ragazzi (49,8%) ma coinvolgono anche il 37,2% delle ragazze. Emerge qualche differenza a livello territoriale: Lombardia e Lazio - con le città metropolitane di Roma e Milano - “pesano“ di più, ma spiccano anche i casi della Basilicata (con il 44% che parla di zuffe e risse) e Umbria. Soffermandoci sulla Lombardia, quasi il 42% dei ragazzi dice di avere partecipato a zuffe o risse (contro una media nazionale del 38,3%) e il 4,9% riporta di episodi in cui è stato colpito l’insegnante. 

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Il dato nazionale 

Il 15% ha partecipato a una rissa tra due gruppi, il 6,4% ha fatto seriamente male a qualcuno, tanto da dover ricorrere a un dottore; il 4.4% ha usato un’arma per ottenere qualcosa, il 7,8% ha danneggiato beni pubblici o privati. Il 14,1% ha assistito a una scena di violenza filmata da qualcuno con lo smartphone. A livello nazionale332mila studenti hanno assistito a una scena filmata con un cellulare o l’hanno filmata in prima persona, l’11,8% da spettatore, il 3,8% dietro l’obiettivo”, tirano le somme dal Cnr: è il valore più alto mai registrato dalla serie Espad®Italia e più del doppio rispetto al 2018. 

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Il ricorso alle droghe 

Sono stati analizzati anche i fattori di rischio: “La quota di adolescenti coinvolti in violenze raggiunge il 48,1% tra i ragazzi che segnalano difficoltà nel rapporto con gli insegnanti, rispetto al 19,5% tra chi non le riferisce. In presenza di gravi difficoltà con gli amici la percentuale sale al 48% contro il 24%, in caso di difficoltà con i genitori si sale al 43,1% dal 21,2%”. Violenza più frequente anche tra chi ha usato sostanze illegali (26,8% contro 12,6%). Tra i fattori associati a livelli più bassi di violenza, l’essere soddisfatti del rapporto con i genitori, un rendimento scolastico migliore e il leggere libri per piacere. Associazioni che “non vanno lette come rapporti diretti di causa-effetto”, ma che possono offrire indicazioni.

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