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Lamezia, dal Consiglio via libera al riequilibrio. Murone: «Evitato il dissesto». Lo Moro attacca: «Scelta tardiva»


Pubblicato il: 21/07/2026 – 18:51

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME Dalla proposta della Giunta al via libera del Consiglio comunale. Lamezia entra ufficialmente nel percorso di riequilibrio finanziario pluriennale avviato per affrontare il disavanzo da oltre 50 milioni di euro certificato dal Rendiconto di gestione 2025. L’assemblea ha approvato entrambi i provvedimenti con 15 voti favorevoli e 9 contrari, aprendo una fase decisiva per il futuro finanziario dell’ente. L’amministrazione comunale avrà ora 90 giorni per predisporre il Piano nel dettaglio, stabilendone la durata e indicando le misure correttive, le coperture e gli interventi necessari per il risanamento dei conti che dovrà passare dal nulla osta della Corte dei Conti. Una procedura che, nelle intenzioni della maggioranza, dovrebbe consentire al Comune di evitare il dissesto finanziario e continuare a garantire i servizi essenziali. Ma il voto del Consiglio ha aperto anche un duro scontro politico tra il sindaco Mario Murone e Doris Lo Moro, capo dell’opposizione nell’assemblea cittadina. Al centro del confronto non c’è soltanto la gravità del quadro economico, ma soprattutto il momento in cui l’amministrazione ha deciso di ricorrere alla procedura di riequilibrio e le responsabilità che hanno condotto il Comune alla situazione attuale.

Lo Moro: «Una scelta arrivata con un anno di ritardo»

Doris Lo Moro ha definito quella vissuta in Consiglio comunale una giornata «storica e difficile», contestando però con forza i tempi seguiti dall’amministrazione. Secondo la leader dell’opposizione, qualora il riequilibrio fosse davvero una strada obbligata, avrebbe dovuto essere intrapresa già un anno fa. «In questo periodo non abbiamo fatto altro che inseguire l’amministrazione sui suoi ritardi, sul suo non fare e sui tentativi vani di intervenire», ha sostenuto Lo Moro. Il voto contrario espresso in maniera compatta dal centrosinistra rappresenta, nella sua ricostruzione, un vero e proprio atto di sfiducia nei confronti dell’amministrazione. «Quando un’amministrazione non fa quello che può fare in un anno, poi non può presentarsi e dire di essere ormai costretta», ha affermato l’ex sindaca, sottolineando come a pagare le conseguenze delle decisioni assunte sarà l’intera città. Lo scontro con Murone si è acceso soprattutto sul tema delle responsabilità delle precedenti amministrazioni. Lo Moro ha contestato duramente il richiamo del primo cittadino anche alla sua esperienza alla guida di Lamezia, conclusasi nel 2001. «Siamo nel 2026. Attribuire responsabilità a me significa arrivare al ridicolo e al grottesco», ha attaccato, parlando di «scarso senso delle istituzioni e dei propri doveri». Una ricostruzione che, secondo Lo Moro, avrebbe ulteriormente rafforzato la volontà dell’opposizione di assumere una posizione «distinta e distante» dall’attuale amministrazione. La capo dell’opposizione ha inoltre criticato la gestione delle politiche finanziarie e la presunta assenza di una valutazione approfondita delle possibili alternative. Per Lo Moro, anche l’ipotesi di coinvolgere nei prossimi 90 giorni parlamentari e consiglieri regionali nella ricerca di soluzioni arriverebbe ormai fuori tempo massimo: «Siamo un anno dopo».

Murone: «Non c’era una strada diversa»

Di segno opposto la ricostruzione del sindaco Mario Murone, che ha rivendicato la scelta compiuta dalla maggioranza e respinto l’accusa di aver perso un anno. Il primo cittadino ha parlato di una giornata difficile, segnata da decisioni che «magari non potranno essere comprese da tutti», ma che sarebbero state adottate esclusivamente nell’interesse della città. Secondo Murone, il ricorso alla procedura di riequilibrio ha permesso di evitare il dissesto finanziario, mettendo il Comune nelle condizioni di continuare a garantire i servizi essenziali. «Abbiamo trovato una soluzione che ci ha evitato il dissesto», ha affermato. Il sindaco ha quindi respinto la tesi secondo cui la procedura avrebbe potuto essere avviata subito dopo l’insediamento dell’amministrazione. Soltanto con l’approvazione del Rendiconto, ha spiegato, sarebbe stato possibile tirare le somme sulle reali condizioni economiche dell’ente e stabilire come ripianare il disavanzo. «Non potevamo farlo in un momento diverso», ha sostenuto Murone. Una decisione adottata nei primi 60 giorni di amministrazione, secondo il sindaco, sarebbe stata il risultato di una valutazione poco approfondita e avrebbe potuto apparire come il frutto di una contrapposizione politica con chi aveva governato in precedenza. Murone ha ribadito che la scelta è maturata dopo un confronto all’interno della maggioranza ed è stata infine sottoposta al Consiglio comunale. «Non c’era una scelta diversa da adottare, non c’era una via differente da percorrere», ha affermato, assicurando che il percorso non dovrebbe incidere sulla vita quotidiana dei cittadini e sulla tenuta dei servizi essenziali.

Deleghe e dirigenti, verso la riorganizzazione

Il sindaco ha annunciato anche una nuova fase per la struttura amministrativa del Comune. Dopo l’approvazione degli atti finanziari, la Giunta procederà a una redistribuzione delle deleghe tra gli assessori, intervento annunciato da tempo ma rinviato proprio per la necessità di affrontare le questioni legate al bilancio. Prevista inoltre una rotazione negli uffici e negli incarichi dirigenziali, con l’obiettivo dichiarato di mettere a frutto tutte le risorse disponibili e migliorare l’efficienza della macchina comunale. Nei prossimi 90 giorni si entrerà dunque nella fase più delicata. L’amministrazione dovrà definire la durata del riequilibrio, individuare gli interventi necessari e chiarire quale impatto avranno le misure sui conti e sulla città. Sullo sfondo resta uno scontro politico destinato a proseguire: da un lato la maggioranza, che presenta il Piano come l’unica soluzione per evitare il dissesto; dall’altro l’opposizione, che contesta ritardi, responsabilità e modalità con cui Lamezia è arrivata a una delle scelte finanziarie più rilevanti degli ultimi anni. ([email protected])

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