
Stefano Landi (Camera di Commercio)

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Rimettere l’Appennino al centro delle politiche di sviluppo del territorio e raccogliere elementi concreti per trasformare le idee in azioni. È questo lo spirito con cui la Camera di Commercio dell’Emilia ha promosso il nuovo percorso di ricerca dedicato alle aree montane delle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, che quest’anno coinvolge direttamente i giovani.
"Tutto nasce dalla volontà di riprendere un percorso avviato diversi anni fa – spiega il presidente della Camera di Commercio dell’Emilia, Stefano Landi –. L’esperienza realizzata allora sull’Appennino reggiano ci aveva permesso di portare sul territorio importanti risorse destinate alle aree interne. È stato un progetto molto positivo e abbiamo deciso di rilanciarlo, questa volta allargando lo sguardo anche agli Appennini di Parma e Piacenza".
Tre territori differenti tra loro, ma accomunati da criticità simili. "Ogni provincia presenta caratteristiche diverse: l’Appennino reggiano può contare su un polo importante come Castelnovo Monti, mentre quello piacentino soffre maggiormente problemi logistici e di collegamenti. Parma si colloca in una posizione intermedia. Tutti, però, sono territori con enormi potenzialità ancora inespresse".
Tra i temi centrali emerge quello dei servizi, perché sebbene "il turismo è sicuramente un’opportunità, può crescere soltanto se accompagnato da servizi adeguati. Senza servizi un territorio rischia di perdere residenti, di essere meno attrattivo per chi vuole investire e di offrire meno opportunità anche ai visitatori". La ricerca coordinata dal Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica unirà i dati quantitativi raccolti sul tessuto economico con quelli qualitativi emersi dai focus group.
"L’obiettivo è costruire una fotografia il più possibile aggiornata e approfondita della situazione. I risultati ci aiuteranno a comprendere meglio le esigenze dei territori e a individuare possibili linee di intervento. Senza i giovani non si va da nessuna parte".
"Ci aspettiamo di trovare un forte attaccamento alle proprie origini e la volontà, dopo un’esperienza di studio o di lavoro altrove, di poter tornare a vivere nei luoghi in cui sono cresciuti – conclude quindi il presidente Landi –. Il nostro compito è contribuire a creare le condizioni economiche, lavorative e di servizio perché questa scelta diventi realmente possibile".
e.b.
© Riproduzione riservata