dalla nostra inviata a Londra
Rafael Jodar debutta al meglio in Laver Cup vincendo in due set contro Alexander Bublik con il punteggio di 6-2 6-3. In conferenza stampa post-match, il giovane talento spagnolo ripercorre i momenti chiave dell’incontro e fa il punto sulla sua stagione tennista.
D. Che splendida vittoria al tuo debutto in Laver Cup. Ti andrebbe di ripercorrere la partita insieme a noi?
RAFAEL JODAR: “Prima di tutto, grazie mille. Sapevo che sarebbe stata una partita molto difficile. Giocare i primi incontri nei tornei è sempre complicato, ma credo di aver gestito molto bene i momenti importanti e delicati del match. Ho affrontato un avversario davvero tosto, che secondo me ha espresso un ottimo tennis, ma oggi nei punti decisivi sono stato più bravo io“.
D. Quanto tempo ci hai messo per abituarti al campo? Può essere una superficie insidiosa? Sembrava che entrambi steste un po’ cercando il ritmo nei primi tre giochi circa, ma poi tu hai davvero cambiato marcia.
RAFAEL JODAR: “Sì, credo che i primi quattro o cinque game mi siano stati davvero d’aiuto per abituarmi al campo. Mi ero già allenato qui per qualche giorno, ma penso che disputare set d’allenamento e giocare una partita ufficiale siano due cose completamente diverse. Quindi questi quattro game, che credo siano durati circa una mezz’oretta, mi hanno aiutato parecchio a prendere confidenza con la superficie, a trovare più ritmo e a strappare il break per poi servire per il primo set. Nel secondo parziale, poi, credo di aver giocato in modo davvero solido e con le idee molto chiare“.
D. Rafa, tu sei uno abituato a giocare a squadre: i tuoi ultimi due tornei sono stati competizioni a squadre. Senza contare la tua esperienza da studente-atleta all’UVA. Cos’è che ti piace di più dell’essere inserito in un contesto di squadra in uno sport come questo?
RAFAEL JODAR: “Credo che questo tipo di eventi sia differente rispetto a ciò a cui siamo abituati nel tour. Viaggiamo spesso da soli e non disputiamo molti tornei a squadre. Quindi, quando ne abbiamo l’opportunità, che sia Coppa Davis o Laver Cup, penso che queste manifestazioni ci facciano apprezzare ancora di più questo sport. L’anno scorso mi è servito moltissimo per ritrovarmi in una dimensione in cui condividere tante cose con i compagni e con i coach, che sono sempre lì pronti a darti una mano. Quindi sì, sono davvero grato di aver trascorso un anno al college per abituarmi a questo genere di ambiente e per avere persone costantemente al mio fianco“.
D. Oggi la panchina era scatenata a fare il tifo. C’è mai un momento in cui riesci a staccare del tutto la spina, sentirti più un semplice spettatore e goderti lo stile di gioco dei tuoi compagni?
RAFAEL JODAR: “Beh, trovo fantastico avere così tanti campioni in panchina. Mi aiutano in ogni modo possibile, e allo stesso modo quando siedo io in panchina cerco di dare loro una mano. Abbiamo due grandissimi capitani, Tim e Yannick, che continuano a darci consigli preziosi su cosa fare, perché conoscono benissimo questa competizione e sanno perfettamente come giocare e come affrontare gli altri tennisti. Perciò è bellissimo avere persone del genere al tuo angolo e vedere che si divertono per quello che fai in campo. Per me è qualcosa di davvero speciale“.
D. Ho notato che hai avuto un problema con i lacci delle scarpe all’inizio del match, ed è una cosa che ultimamente capita di frequente. Ricordo che a Cincinnati, dopo che era successo, hai tirato fuori un borsone pieno di scarpe. Perché credi che continui ad accadere, e rivedremo il famoso borsone di scarpe anche nel tuo prossimo incontro?
RAFAEL JODAR: “Beh, credo sia per via del mio modo di scivolare, soprattutto su questi campi, sul cemento. Con questa tipologia di campi, il modo in cui scivolo, in particolare quando impatto il dritto o quando scatto in avanti verso la rete su una palla corta, sottopone la scarpa, e nello specifico il laccio, a una grandissima tensione. Quindi sì, penso sia per questo che ne rompo così tanti. Fortunatamente però ho molte scarpe a disposizione, quindi posso cambiarle facilmente senza dover perdere troppo tempo a sfilare e rimettere il laccio. Tengo semplicemente pronto un altro paio, o una scarpa di scorta, per poter effettuare il cambio più rapidamente“.
D. Per te è stata un’annata incredibile: hai scalato la classifica ed è arrivato un esordio quasi perfetto in Laver Cup. Guardando avanti, hai già fissato qualche obiettivo per il 2027?
RAFAEL JODAR: “Il mio obiettivo principale è continuare a migliorare, crescere ancora. È il mio primo anno nel circuito professionistico, quindi ho ancora tantissimi aspetti su cui lavorare. Del resto sono sempre stato una persona che si allena duramente e che ha lavorato tantissimo per arrivare al livello in cui si trova oggi. Credo che la mia sia una buona posizione, ma allo stesso tempo voglio di più. Sono consapevole di poter progredire ancora in futuro e di poter competere contro i migliori al mondo. Quindi sì, il mio traguardo è continuare a migliorarmi, continuare a divertirmi in campo e godermi appieno occasioni come questa, un evento a squadre come la Laver Cup qui a Londra“.