dalla nostra inviata a Londra
Casper Ruud conquista al super tie-break il primo match di giornata della Laver Cup contro Francisco Cerundolo, terminato 6-7(4) 6-4 10-8. Con questa vittoria, il Team Europe – capitanato da Yannick Noah e Tim Henman – si è portato momentaneamente in vantaggio rispetto al Team World – di Andre Agassi e Pat Rafter –, prima di essere raggiunto dal trionfo di Brandon Nakashima su Jakub Mensik.
MODERATORE: Casper, congratulazioni. Primo punto a referto per il Team Europe. Vuoi dirci cosa si prova?
CASPER RUUD: “Sì, è stato un ottimo inizio di Laver Cup per noi. Ovviamente ogni punto a referto è importante. Anche se ero sotto di un set a zero, mi sono detto di provare a tirare fuori questa partita per la squadra. Non è mai finita finché non è finita. Ovviamente, il fatto che il terzo sia un match tie-break ti spinge forse ancora di più a lottare davvero per vincere almeno un set e arrivare al match tie-break. Non sono stato sempre soddisfatto del mio gioco, ma molto soddisfatto della vittoria“.
D. Puoi parlarci del clima nelle fasi iniziali? Sembrava forse un po’ teso, come se entrambi steste cercando di trovare il ritmo. Ci sono stati alcuni errori inusuali, ma alla fine hai trovato i tuoi appoggi.
CASPER RUUD: “Sì, è vero. Non trovavo molto bene in particolare la mia risposta, le risposte sulla seconda di servizio. Avevo il piano di cercare di girare attorno alla palla e giocare il maggior numero possibile di dritti, e non sono riuscito a girarci attorno esattamente come volevo. Ne ho steccate un paio e ne ho tirate lunghe alcune, in modo forse un po’ insolito. Quando gioco al mio meglio, non faccio quegli errori.
Quindi ero in qualche modo teso, un po’ arrugginito. Forse non giocavo una partita a questo livello da qualche settimana. Montreal è stata l’ultima partita che ho giocato a un livello pieno e alto. Lo senti. La sensazione di giocare un buon tennis è effimera. Può andare e venire velocemente. Spero che una vittoria come quella di oggi possa dimostrarmi che, anche senza il mio tennis perfetto, posso lottare nelle partite e vincere da buon giocatore“.
D. Ovviamente la squadra cercava davvero di caricarti e spronarti. Quanto ti ha aiutato?
CASPER RUUD: “Ha aiutato molto. Alcuni di loro, e in particolare Tim al mio fianco, sono rimasti per tutta la partita. È stato un primo set difficile da perdere. Mi sono solo detto: cerchiamo di vincere per i ragazzi e per la squadra, non si tratta solo di me là fuori. Metticela tutta. I ragazzi mi hanno spinto, mi hanno aiutato e hanno fatto il tifo per me. Quando siamo entrati nel match tie-break, è stato bello vedere tutti i ragazzi in panchina. Non ho iniziato nel migliore dei modi il match tie-break, ma ho lottato per rientrare e ho vinto alcuni punti importanti verso la fine, ed è stato divertente vedere i compagni di squadra diventare allegri e felici“.
D. Casper, ormai sei abituato alla Laver Cup. Hai avuto due diversi capitani e vice capitani. C’è una differenza tra i due coaching?
CASPER RUUD: “Sì, con Yannick e Tim si canta un bel po’ di più rispetto a Bjorn e Thomas (sorride). Direi che sia Bjorn che Yannick sono anime libere e prendono la vita con una certa tranquillità. A volte i giocatori si mettono addosso troppa pressione e stress, ma è bello avere un mix con Yannick che vede il tennis in un modo diverso, specialmente rispetto a me, e anche in contrasto con Tim. Mi stimolano, entrambi mi mettono alla prova in senso positivo, perché scendevano a rete molto di più di quanto faccia io. Giocano una palla un po’ più piatta e mi sfidano a fare lo stesso“.
D. Una domanda per Tim. Guardando da bordocampo, c’erano segnali di incoraggiamento che ti facessero pensare che Casper potesse farcela in questa partita?
VICE CAPITANO TIM HENMAN: “Sì, è stata molto dura, perché ci sono state pochissime opportunità. Penso anche che la qualità del servizio di Cerundolo abbia reso la vita difficile da fondocampo a Casper, colpendo così forte, in modo così aggressivo, e questo riflette il motivo per cui non ci sono state palle break nel primo set. Ci sono state un paio di palle break nel secondo set, e Casper è riuscito a sfruttarle.
Ma sembrava che stesse remando controcorrente, perché Cerundolo è stato impressionante, e una volta arrivati al champions tie-break, il tie-break a 10 punti, può succedere di tutto. Credo che questo sottolinei che non conta sempre come inizi, ma come finisci. Penso che il modo in cui Casper l’ha chiusa nel tie-break sia stato molto impressionante“.
D. Tim, quando guardi i tuoi giocatori come vice capitano, li guardi in modo diverso rispetto a quando guardi una partita da telecronista?
VICE CAPITANO TIM HENMAN: “No, per niente. Voglio dire, ovviamente ho un interesse molto più personale guardando queste partite perché faccio parte della squadra, ma quando commento guardo sempre dal punto di vista strategico: chi sta facendo cosa e perché una persona sta vincendo, quali sono i punti di forza e di debolezza. Questo, come ha ricordato Casper, avendo lavorato nei media negli ultimi cinque anni circa, mi permette di vedere giocare molti di questi giocatori. È che qui, sai, l’elemento del coaching non significa insegnare la tecnica. C’è l’insegnamento e c’è il coaching. Il coaching riguarda la strategia, i piani di gioco e cercare di aiutare nei singoli accoppiamenti tra i giocatori, perché devi solo essere migliore di un singolo avversario“.